Sequestrati villa e appartamenti a affiliato del clan mafioso di Villabate

La Polizia di Stato ha confiscato dei beni a Fumuso Francesco Antonino cl. ‘67, per un valore complessivo stimato di circa 1 milione di euro. Per il 54enne disposta la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per la durata di quattro anni. L’uomo ha fatto parte come affiliato della famiglia mafiosa di Villabate.

Il patrimonio, già oggetto di provvedimento di sequestro nell’anno 2016, è ritenuto frutto e reinvestimento delle attività delittuose del Fumuso. Sequestrati una lussuosa villa con piscina e tre appezzamenti di terreno, tutti ubicati nel comune di Misilmeri, nonché da quattro veicoli e rapporti finanziari.

FUMUSO PLURIPREGIUDICATO

Fumuso si reso negli anni responsabile di gravi delitti, specialmente in materia di stupefacenti; infatti, dopo tra il 1993 ed il 1998 ha ricevuto condanne definitive per reati quali associazione per delinquere, ricettazione, favoreggiamento personale e per traffico illecito di sostanze stupefacenti. Nel 2012. invece, condannato dalla Corte di Appello di Palermo a dodici anni di reclusione per plurime condotte di procacciamento ad altri ed acquisto di sostanze stupefacenti (del tipo cocaina e hashish) commesse nel 2006 tra Palermo, Milano e Belgrado.

Nel 2013 Fumuso è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo. E successivamente condannato a 8 anni di reclusione per il reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti in concorso. Nel 2016 il 54enne è finito in arresto nel corso dell’operazione denominata “Tiro Mancino”; per tale misura cautelare nel 2020 è arrivata la condanna a sei anni e otto mesi di reclusione in ordine al reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti in concorso.

Fumuso è ritenuto soggetto pericoloso in quanto appartenente alla criminalità organizzata mafiosa riconducibile, in particolare, alla famiglia di Villabate; infatti, nel dicembre del 2018, nell’ambito dell’operazione denominata “Cupola 2.0” è finito in arresto per avere, in concorso con numerose altre persone, fatto parte dell’associazione mafiosa “cosa nostra”; in particolare per aver fatto parte della famiglia di Villabate. Affiliato nel 2017, si occupava costantemente di attività illecite; da estorsioni in danno di imprese ed esercizi commerciali della zona al traffico di sostanze stupefacenti.  

INDAGINI PATRIMONIALI

Gli accertamenti degli investigatori hanno consentito di accertare una rilevante sproporzione economica tra gli acquisti mobiliari ed immobiliari effettuati ed i redditi dichiarati. Il patrimonio familiare si è rilevato  addirittura insufficiente a garantire anche il solo sostentamento della famiglia.

Tale evidente incompatibilità con i redditi ha confermato l’utilizzo di risorse finanziarie di natura delittuosa per l’acquisto dei beni confiscati. Tra questi si rilevano alcuni appezzamenti di terreno; su uno di questi è stata realizzata una lussuosa villa su più elevazioni dotata di piscina, solarium ed ampi spazi curati a verde, nel Comune di Misilmeri.

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Redazione PL