VIDEO | Ricoveri all’ospedale Civico di Palermo: l’intervista al primario Geraci

La curva dei contagi Covid cresce anche in Sicilia, mentre aumentano i ricoveri e i decessi. Ospedali sotto stress a Palermo: sempre più pazienti, sempre più gravi.  All’ospedale Civico il pronto soccorso è ormai dedicato ai malati di Coronavirus e i pazienti affetti da altre patologie che si presentano in ospedale vengono smistati nelle aeree di emergenza di Villa Sofia, Policlinico, Ingrassia e Buccheri La Ferla. Al momento non c’è preoccupazione, i casi attuali sono sotto controllo ma ci sono ritardi da colmare.

Difficile la situazione all’ospedale Civico. Il pronto soccorso del nosocomio potrebbe restare aperto per accogliere solo i malati Covid19, indirizzando gli altri pazienti negli altri ospedali della città. Il più grande pronto soccorso di Palermo ha infatti la necessità di garantire prestazioni migliori a persone con gravi difficoltà respiratorie. L’area di emergenza del Civico dispone di 31 posti, che non appena si liberano vengono immediatamente occupati da altri pazienti Covid19 da curare.

“Rispetto ai giorni scorsi la situazione si sta normalizzando – racconta Massimo Geraci, primario del pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo a PalermoLive – siamo sempre in fase di ricezione di pazienti Covid positivi. Questo è stato necessario perché c’era un quantitativo di pazienti che necessitavano di assistenza respiratoria Covid positivi che non avevano trovato collocazione nei posti che sono in via di predisposizione. Siamo stati un po’ in difficoltà nella giornata di lunedì ma già nelle ore successive al primo pomeriggio la situazione era in fase di rientro. C’è necessità di implementare con velocità i posti dedicati ai pazienti Covid19. Già tanti ne sono stati creati ma bisogna crearne degli altri nelle prossime ore”.

“Si stanno predisponendo qui al Civico altri posti per i pazienti positivi – continua il primario – l’ospedale di Marsala è già attivo da alcuni giorni, Partinico sta funzionando e ci sta dando delle disponibilità quotidianamente, speriamo di poter rientrare nel nostro ruolo naturale quanto prima, perché è un’area di emergenza che interviene tempestivamente. In questa fase il sistema sanitario messo sotto stress ha risposto devo dire molto bene. Sui tempi di ripristino della funzione naturale dell’area di emergenza c’è una incognita, legata all’andamento di questa escalation di pazienti che hanno bisogno di una assistenza respiratoria. L’area di emergenza del pronto soccorso dell’ospedale Civico ha una grande ricettività ed anche una dotazione strumentale che consente di trattare i pazienti con problemi respiratori Covid positivi”.

“Sicuramente ci sono delle aree di emergenza che sono in sofferenza. Penso soprattutto a Villa Sofia che si trova in questo momento come unica grande area di emergenza a dover fronteggiare una situazione che è anche quella che la vede isolata geograficamente essendo l’ospedale Cervello dedicato anch’esso ai pazienti Covid. Quelle che sono state le emergenze vere, hanno trovato comunque risposta nei pronto soccorso che hanno potuto continuare a svolgere attività ordinarie, come il Policlinico e il Buccheri La Ferla, l’Ingrassia. Non credo si siano verificate condizioni di mancata assistenza ai pazienti no Covid. Per ora si sente parlare di cure ai pazienti Covid mentre i pazienti no Covid non avrebbero l’assistenza dovuta. Questo è assolutamente falso. Tra qualche settimana molti pazienti Covid avranno bisogno di prestazioni di alta specialità. Dobbiamo settare un sistema che possa garantire prestazioni sia per quanto riguarda la quantità sia per quanto riguarda la qualità, tanto ai pazienti no Covid quanto ai pazienti Covid positivi. Il fatto che l’area di emergenza al Civico in questo momento svolga un ruolo diversificato è un fatto ci auspichiamo temporaneo ma in questo momento utile al sistema sanitario e alle emergenze”.

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Francesca Catalano