Dall'Italia

Veleno per topi e nuove ricerche sul web, il piano di Alessandro Impagnatiello

Alessandro Impagnatiello potrebbe aver premeditato l’omicidio di Giulia Tramontano, la compagna incinta di sette mesi uccisa 10 giorni fa. Oltre alle ricerche su come eliminare le tracce di sangue, la sera stessa del delitto, il barman  ne avrebbe fatte altre qualche giorno prima.

Veleno per topi e messaggi WhatsApp

Tra queste, gli effetti del veleno per topi. Nell’ultimo sopralluogo nella casa degli orrori, a Senago, i carabinieri ne hanno sequestrato una confezione. Ancora, l’invio dei messaggi programmati su WhatsApp (così da poterlo fare da remoto, fingendosi la ragazza), e poi c’è la questione delle telecamere. Impagnatiello e la madre (ignara del gesto atroce commesso dal figlio) si mobilitarono chiedendo l’ubicazione di alcune di queste in zona. 

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La patente e il bancomat di Giulia

Ieri intanto gli inquirenti hanno ritrovato il bancomat, la patente e la carta di credito di Giulia nascosto in un tombino dentro il parcheggio della fermata Comasina della metropolitana di Milano. L’indicazione del luogo esatto è arrivata da Impagnatiello, che aveva detto agli inquirenti di aver lasciato lì anche il cellulare. Ma il telefono non è stato ancora ritrovato. Non ci sarebbero invece dubbi sull’arma del delitto. Il coltello utilizzato si trovata nel ceppo sopra il frigorifero, come confessato dal barman. 

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Cristina Riggio