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Variante Delta imperversa in Spagna: boom di casi tra giovani non vaccinati

La Spagna e l’incubo Covid dal quale il Paese iberico fatica da matti ad uscire. Tra i giovani, è bene ricordare, quelli non vaccinati, la trasmissione della Variante Delta è raddoppiata in una settimana. Oggi ha raggiunto una incidenza di 1.047 casi nel gruppo dai 20 ai 29 anni e 891 nel gruppo dai 12 ai 19 anni ogni 100 mila abitanti. Lo riporta l’agenzia Efe. Con queste cifre, la Spagna resta a rischio estremo di trasmissione del coronavirus (più di 250 casi ogni 100.000 abitanti in 14 giorni).

LA MAPPA DELL’EDCDC

Come si può evincere dalla mappa settimanale dell’Ecdc sull’incidenza del Covid, tutta l’Europa è in verde Fanno eccezione la Spagna, con la gran parte delle regioni in rosso, e Cipro, in rosso scuro, i colori che indicano un incremento dei contagi. L’Irlanda e ampie aree del territorio dei Paesi Bassi e della Svezia sono colorate in giallo. Per questo il ministero della Salute ha lanciato un’allerta a tutti gli assessori regionali alla Sanità per chiedere maggiore attenzione e ulteriori sforzi di contenimento per evitare la crescita dei casi di Covid dovuti a turisti e tifosi. Nella circolare firmata da Giovanni Rezza (e pubblicata dal Corriere della Sera) c’è una “allerta internazionale variante Delta” e chiede ulteriori sforzi di contenimento. 

UN TRITTICO DAVVERO INSIDIOSO

Turismo, calcio e movida. I casi di infezione sono trainati dalla ripresa della vita sociale, dai viaggi (anche quelli studio, è il caso di Malta), dalle serate nei locali soprattutto in Spagna e Portogallo. Infatti i primi a contagiarsi sono i ragazzi. Inevitabilmente poi il virus raggiunge le altre fasce d’età, contatti cosiddetti secondari. Ma anche i viaggi per assistere alle partite dei campionati europei di calcio hanno un effetto, rilevato in Finlandia.

L’ITALIA ADOTTA LE CONTROMISURE

Rezza più controlli per chi arriva dalla Spagna. “I controlli dai paesi che contagi in aumento? Si pensa che siano facili ma non è così. Ci sono vettori aerei che non applicano misure rigide – dice Giovanni  Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della salute, commentando i dati della cabina di regia sull’epidemia da covid-19, in corso al ministero – e per questo è bene che l’Enac faccia controlli specifici. Si stanno valutando alcune misure più rigide dai passeggeri in arrivo da spagna e portogallo. Vale però sempre l’appello alla responsabilità individuale. L’usmaf fa controlli nei porti e negli aeroporti – aggiunge rezza – ma c’è bisogno della collaborazione di tutti. Credo che serva applicazione di quarantena e controlli ma in questo caso potranno rallentare di poco la diffusione di nuove varianti. È importante rallentare l’introduzione della variante”.

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Redazione PL