Salute e Famiglia

Il piano per il vaccino in Italia: tempi, obbligatorietà e patente

In attesa dell’arrivo del via libera, che sembra sia imminente, e dell’arrivo delle prime dosi di vaccino, si calcola quante persone, ogni giorno, potranno sottoporsi al trattamento. Ognuno dei trecento presidi ospedalieri individuati sul territorio nazionale, dovrà essere in condizione di vaccinare almeno duemila persone ogni 15 giorni. Significa che si procederà al ritmo di seicentomila vaccinazioni in due settimane. Nel giro di poco più di un mese, dunque, dalla distribuzione delle prime dosi di vaccino, circa un milione e settecentomila persone saranno vaccinate.

IL PRIMO AD ARRIVARE SARÀ IL PFIZER, POI MODERNA

Il primo ad arrivare, come ha confermato il commissario Arcuri, sarà il vaccino di Pfizer. Nel frattempo, però, altre aziende si stanno avviando rapidamente verso la fine della procedura di sperimentazione. Sono sei in tutto, e fra queste anche l’americana Moderna, che potrebbe ricevere l’approvazione l’11 dicembre. Il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, ha affermato che dal giorno successivo potrà essere avviata la macchina per il piano di vaccinazione negli Stati Uniti. Allo stresso modo, anche l’Europa sta lavorando per assicurarsi il rifornimento di 80 milioni di dosi nei prossimi mesi. Attualmente sono stati sottoscritti sei contratti per la fornitura.

IL PIANO DEL GOVERNO

Nel frattempo è in dirittura d’arrivo il piano per le vaccinazioni predisposto dal Governo, che sarà presentato al Parlamento il 2 dicembre dal ministro Speranza. Arcuri ha riferito che oltre ad avere individuato i siti per la distribuzione e fornitura dei vaccini, è stata lanciata anche la gara per l’acquisto di 154 milioni di siringhe complete di aghi, che dovrà essere chiusa entro il 9 dicembre. Fra le ipotesi di cui si sta ancora discutendo, c’è quella d’introdurre una patente, che dovrebbe registrare chi si è vaccinato, e dove. Questo documento potrebbe essere utilizzato per consentire gli spostamenti fra regioni o per andare all’estero. Inoltre si sta discutendo sulla eventuale obbligatorietà del vaccino, che potrebbe essere riservata solo ad alcune categorie, sanitari in primis. È probabile che poi, da aprile, parta la sperimentazione anche per un vaccino pediatrico.

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Pippo Maniscalco