Cultura

Al tenore Josè Cura il Premio “Vincenzo Bellini” assegnato dalla Regione e dalla Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana

 Travolgente Turridu, irruento Canio, appassionato Don Josè, esuberante Pollione, titanico Otello: Josè Cura è tutto questo e anche direttore d’orchestra e autore di interessanti partiture.
Per i suoi grandi meriti artistici, il tenore argentino ha ricevuto il Premio “Vincenzo Bellini” a Catania, davanti a un pubblico numeroso ed entusiasta. 
A consegnare il premio, sono stati Gianna Fratta e Andrea Peria, rispettivamente direttore artistico del “Vincenzo Bellini International Context” e sovrintendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana

LE MOTIVAZIONI DEL PREMIO

Nel corso della sua lunghissima carriera – ha debuttato appena quindicenne in Argentina come direttore di coro e ha studiato composizione e pianoforte – Josè Cura ha dato grande lustro alle composizioni di Vincenzo Bellini.
Più in generale, il tenore originario di Rosario, oggi sessantunenne, ha dato forte risalto all’opera italiana nel suo complesso nei teatri di tutto il mondo. 
Queste, in sintesi, le ragioni dell’assegnazione del prestigioso Premio, avvenuta durante l’esibizione alla Villa “Vincenzo Bellini” di Catania, nell’ambito della rassegna dedicata al Cigno catanese.
Così veniva soprannominato il famoso compositore per la bellezza e l’eleganza che lo connotavano. 
L’ampiezza del repertorio di José Cura, sontuosa voce di tenore con disinvolta apertura al registro baritonale, è ideale per “Bellini&Friends”.
Il progetto, infatti, indaga l’influenza dell’operista etneo sui compositori coevi e sul teatro musicale a venire, com’è del resto nello spirito del context  culturale e artistico a lui intitolato, in equilibrio tra tradizione e innovazione, ricerca e filologia. 

LE PAROLE DI JOSÉ CURA

Sul podio Federico Santi, con una direzione energica e misurata al contempo, il soprano Maria Tomassi e le musiche di Pietro Mascagni, Ruggero Leoncavallo, Vincenzo Bellini, Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi
“Dopo ventotto anni – ha affermato Josè Cura – mi ritrovo davanti all’Orchestra Sinfonica Siciliana, un’istituzione da apprezzare e tutelare, che custodisce l’essenza di questa terra, e ho provato l’emozione di ritrovarmi a casa”. 
Nel corso della serata, l’artista ha anche diretto l’ouverture de “La forza del destino”. 

Josè Cura e Maria Tomassi

Il pubblico ha riservato calorosi e ripetuti consensi anche all’esibizione del soprano Maria Tomassi: la sua voce, vibrante e colorata nel repertorio da voce solista così come nei duetti con Josè Cura.
La replica dello spettacolo è in programma alle ore 21:00 di domenica 17 settembre a Palermo, nel Cortile Abatelli di Palazzo Steri.
L’ingresso è gratuito e la partecipazione è consentita fino all’esaurimento dei posti disponibili. 
Il programma completo è disponibile su www.bellinicontext.it. 

Published by
Marianna La Barbera