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Al Teatro Sant’Eugenio di Palermo torna “La ballata di Natale” tratto dalla fiaba di Charles Dickens

Una favola senza tempo, che regala insegnamenti morali ma anche simpatiche gags e colpi di scena: “La ballata di Natale” torna al Teatro Sant’Eugenio- Direzione artistica Pupella in occasione della festività più attesa dell’anno.
L’opera, tratta dal libro “Canto di Natale” dello scrittore e giornalista britannico Charles Dickens pubblicato nel 1843, andrà in scena domenica 17 dicembre alle 17:30 al Teatro, in piazza Europa 39/41 a Palermo.
Uno spettacolo per famiglie, capace di far divertire ed emozionare adulti e bambini: alla regia Daniela e Lavinia Pupella, che hanno curato anche l’adattamento.
Sul palco, oltre a loro, ci saranno Leonardo Campanella, Luciano Sergio Maria, Iaia Carcione – che firma anche le coreografie – Mirko Ingrassia e gli allievi di “Crescinteatro” della scuola teatrale Pupella.
Il coro è a cura di Elisabetta Trupiano.
Il biglietto ha un costo di dodici euro per gli adulti e di dieci euro per i piccoli fino a dieci anni.
Per informazioni e prenotazioni, occorre contattare i numeri  091.6710494 e 347 6568825.
Maggiori dettagli anche sul sito www.teatrosanteugenio.it

LA STORIA

“La ballata di Natale” racconta della conversione di Ebenezer Scrooge, vecchio, ricco e tirchio finanziere di Londra.
Durante la notte di Natale riceve la visita di tre spiriti.
Si tratta di passato, presente e futuro, annunciati poco prima dalla visione dello spettro del defunto socio Jacob Marley.
L’anziano uomo d’affari è così avido da non spendere un soldo neppure per sé: per lui, il Natale è solo una perdita di tempo.
Le festività infastidiscono così tanto Ebenezer Scrooge da costringere il suo umile impiegato Bob Cratchit, al quale dà uno stipendio da fame, a presentarsi al lavoro anche il giorno della vigilia di Natale.
Poi, per strada, risponde male a tutti coloro che gli rivolgono gli auguri, incluso l’affettuoso nipote Fred, figlio della defunta sorella, che lo prega invano di pranzare con la famiglia.
Ma per l’uomo, l’unica compagnia che conta è quella dei suoi averi: è proprio a causa del suo egoismo e dell’attaccamento ai soldi che si ritrova solo e mal visto da tutti i cittadini.
Saranno i tre spiriti ad aprirgli gli occhi conducendolo, passo dopo passo, verso un cambiamento radicale e necessario.
Immagini di Atelier Fotografico Calabrese
Published by
Marianna La Barbera