Solidarietà in piazza per riconoscere l’operato del questore Renato Cortese

Cinque anni di reclusione: è questa la condanna inflitta dal tribunale di Perugia nel processo relativo all’espulsione dall’Italia di Alma Shalabayeva all’ex questore di Palermo Renato Cortese. Per lui, all’epoca dei fatti capo della squadra mobile di Roma ed ex dirigente dell’ufficio immigrazione, si sta mobiltando una parte della società civile pronta a riconoscerne gli indiscussi meriti in ambito lavorativo. 

E’ stato programmato un appuntamento spontaneo, per lunedì 19 ottobre 2020 alle ore 16:00, tra associazioni consiglieri e società civile, perché si ritiene di dover riconoscere il lavoro straordinario svolto in questi anni, in una città difficile come Palermo, da Renato Cortese. Rimarranno indelebili in noi, dicono Antonio Nicolao,  Marcello Susinno e Marcella Chirchio in una nota, quelle immagini dell’aprile del 2006, quando Cortese era a capo della squadra catturandi palermitana, e a Corleone è stato prelevato nella masseria di Montagna dei Cavalli il boss latitante Bernardo Provenzano. La solidarietà avrà comunque luogo nel grande rispetto per la Magistratura e per i giudici che nella loro assoluta indipendenza giudicano i reati”.

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Redazione PL