Sky, tempo scaduto: per 260 lavoratori Almaviva è tempo di chiarezza

“Con la mascherina ma senza bavaglio!” Recita il volantino dello sciopero, indetto per domattina, dalle 9 alle 12 dai lavoratori Almaviva Palermo. E il fumetto che ritrae un operatore e una operatrice, distanziati da un metro, con tanto di dispositivi sanitari a proteggere le vie respiratorie lancia un messaggio inequivocabile:”Anche la precarietà è un virus che uccide, adesso basta! Presidiamo il lavoro! 13 parole dure come il piombo, contro le quali, a breve, ben 250 impiegati potrebbero andare a sbattere. C’è da sventare, con tutto l’impegno possibile degli organi preposti, quella che, per il capoluogo siciliano, potrebbe diventare una vera e propria problematica sociale difficilissima da gestire. 

Ricordando che la commessa scade il 30 giugno, ad oggi, i lavoratori che lavorano per Sky, dal 1 luglio non sappiamo che fine faranno – dichiara a Palermo Live Salvo Seggio del sindacato Rsu Fistel Cisl -. Rimarranno in Almaviva, andranno via, subentrerà qualche altra azienda? L’unica cosa certa è che nessuno ci sta dando dei numeri o delle certezze. Sky ha confermato 30 giorni prima la scadenza di contratto, decidendo di non rinnovare la commessa e aggiungendo che non entrano in campo le clausole sociali proprio perchè la commessa viene meno. Per noi non è così, in quanto siamo pienamente convinti che il lavoro venga gestito da altre commesse, convinzione confortata dal fatto che gli operatori Sky rispondono dall’estero. E poi, trattandosi di una multinazione del calibro di Sky, non si può fare passare il messaggio che l’emergenza sanitaria l’abbia penalizzata. Anzi, essendo costretta a stare in casa, la gente ha finito per utilizzare maggiormente la pay tv, questo  nonostante lo stop della stagione calcistica e sportiva in generale che tra l’altro sta per ripartire. Tra le altre cose non è mistero che Sky stia pianificando un rilancio dell’azienda. Tutti aspetti che fanno ritenere che la sua dipartita dal sito palermitano sia dovuta a problematiche interne con Almaviva. E’ chiaro che – continua Salvo Seggio – , giunti a questo punto la decisione di coinvolgere le istituzioni, sia quelle locali che nazionali, era un atto dovuto per le tante famiglie coinvolte da questa triste pagina del mondo dell’occupazione. A noi, quello che in questo momento interessa unicamente è il futuro dei lavoratori, di quelle 260 famiglie che non sanno cosa fare. E’ vero che il governo dice che non si può licenziare, ma è parimenti concreta la prospettiva che il sostegno degli ammortizzatori sociali non può essere garantito chissà per quanto tempo”. 

GARANZIE DALLA STESSA ALMAVIVA

“La vertenza Almaviva va avanti da anni, con quest’ultima tegola di Sky arrivata a fine aprile senza fare riferimento a quelle che sono le normative previste dalla legge per i cambi d’appalto nei call center, ovvero la cosiddetta clausola sociale – dichiara Massimiliano Fiduccia della Slc Cgil Palermo e Rsu Almaviva – . Sky sta in buona sostanza provando ad aggirare questa normativa sostenendo che cambierà il modello di gestione dei loro contact center . Questo significa che, di fatto, non reputano che questa sia una casistica che prevede un cambio d’appalto. Un atteggiamento che a noi è sembrato quantomeno pretestuoso, tanto che ci siamo immediatamente attivati con i tavoli preposti sia con Sky che con  il Ministero del Lavoro, nella persona del Sottosegretario Stanislao Di Piazza che sta seguendo da vicino la “partita”. Ad oggi però, un tavolo comune, che affronti in maniera definitiva la problematica sul cambio d’appalto non c’è stato. Fino ad ora gli incontri stati “one to one”, ovvero, noi col Ministero, Sky col Ministero, noi con Sky. Riguardo la possibilità che sia Almaviva stessa ad assorbire, tramite altre commesse i 260 lavoratori l’eventualità, come spiega Fiduccia più che remota ad oggi è proprio complicata. La legge è chiara, e dice che nel cambio d’appalto devono passare al nuovo fornitore di servizi. Il nodo è proprio quello. La situazione di Almaviva è complessa – afferma Fiduccia a Palermo Live –  facendo già registrare degli esuberi, una situazione ormai incancrenita che non potrebbe mai reggere l’assorbimento di ulteriori 260 esuberi senza lavoro. Continuiamo a non capire il perchè Sky non voglia applicare una norma di legge, ovvero la clausola sociale in caso di cambio d’appalto. A pochi giorni dalla scadenza, domani scendiamo in piazza per rivendicare il nostro diritto al lavoro. Vogliamo risposte sia per la vertenza Sky ma, attenzione anche per il futuro che attende questa azienda. Anche Almaviva deve farci capire qual è il suo progetto nel medio breve termine. Non si può infatti pensare di continuare a prendere commesse o gestire esuberi con percentuali elevatissime di ammortizzatori sociale. Senza contare la questione legata al nuovo modo di affrontare il lavoro imposte dall’emergenza sanitaria, il cosiddetto lavoro agile, lo smartworking  e tutti i temi affrontati in questi giorni con Almaviva. Tutte situazioni che finiscono per gravare sulle tasche dei lavoratori, in quanto, ricordiamolo, chi non può assicurare la prestazione in smart working è rimasto in ammortizzatore sociale a zero ore con pesanti ripercussioni sullo stipendio.”

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Alfredo Minutoli