Dall'Italia

Si indaga nella vita privata del professore ucciso: c’è un sospettato

Nelle immagini di una telecamere di videosorveglianza ci potrebbe essere la svolta sulla morte di Dario Angeletti, il professore ucciso probabilmente con un colpo di pistola martedì pomeriggio a Tarquinia, in provincia di Viterbo. Il ritrovamento del cadavere è avvenuto nel pomeriggio di martedì, in un posteggio adiacente le Saline di Tarquinia. L’uomo, senza vita, era seduto al posto del guidatore con la cintura di sicurezza ancora allacciata. A dare l’allarme è stato un passante.  Per chi indaga l’omicidio sarebbe maturato nella cerchia delle conoscenze personali, non lavorative. Al vaglio degli inquirenti un possibile litigio per motivi sentimentali. Decisive per le indagini i video di alcune telecamere che da lontano inquadrano il parcheggio dove Angeletti è stato trovato.

LE INDAGINI DEI CARABINIERI

Da quando è scattato l’allarme dopo la scoperta del corpo nell’auto, i carabinieri lavorano senza sosta per dare un volto e un nome al killer del professore. Nelle ultime ore, per stabilire il movente e la dinamica dell’omicidio, si sono succeduti gli interrogatori di conoscenti, familiari e anche eventuali testimoni che potrebbero aver visto o sentito qualcosa poco prima del ritrovamento del corpo. Gli investigatori ritengono che il professore potrebbe essere stato ucciso per una donna. Fra le persone ascoltate la moglie, le sorelle, i figli, gli amici e i conoscenti. Gli inquirenti stanno cercando di capire di più riguardo la vita privata del professore. Ma soprattutto vogliono risalire alla lista dei contatti stretti e alle persone che ha visto nelle ultime ore.

PER L’OMICIDIO C’È UN SOSPETTATO

Analizzando le immagini di varie telecamere posizionate nell’area delle Saline, l’attenzione degli investigatori dell’Arma di Tarquinia si sarebbe concentrata in particolare su una. Situata nei pressi del piazzale in cui è stata trovata la macchina di Angeletti. Questa telecamera ha ripreso un secondo veicolo. E c’è un sospettato, la cui auto è stata ripresa nell’area nelle ore in cui è stato commesso il delitto. I carabinieri lo hanno raggiunto ieri nella sua abitazione: non appena ha visto i militari ha però accusato un malore, ed è per questo che è stato portato in ospedale. Non è in stato di fermo e per ora non è accusato di nulla: è però piantonato dalle forze dell’ordine, che attendono si riprenda per poterlo ascoltarlo sulla vicenda. Intanto all’uomo è stato fatto il guanto di paraffina, una tecnica usata per vedere se sul corpo ci sono tracce di polvere da sparo.

INCERTA L’ARMA DEL DELITTO

Sequestrata anche l’auto all’interno della quale è stato trovato il corpo senza vita di Angeletti. Ci potrebbero essere tracce dell’assassino. Non è escluso, infatti, che chi ha ucciso Angeletti si trovasse in macchina con lui al momento dell’omicidio. E c’è ancora incertezza sull’arma del delitto: non è chiaro se a uccidere l’uomo sia stata una pistola o un’altra arma. Il foro trovato nella sua testa potrebbe non essere compatibile con un’arma da fuoco, ma con un oggetto appuntito. Questo lo stabilirà l’autopsia che è prevista per oggi.

Published by
Pippo Maniscalco