Dall'Italia

Salvini a Catania per rispondere alle accuse sul caso “Gregoretti”

Matteo Salvini si trova in queste ore a Catania, insieme al suo legale Giulia Bongiorno, per sostenere l’udienza di rinvio a giudizio che lo riguarda. Il caso è quello della nave della Guardia Costiera “Gregoretti”, imbarcazione con a bordo 131 migranti, che nel luglio dello scorso anno fu costretta a vagare per qualche giorno in attesa di definitiva meta di arrivo. Fu Salvini, allora ministro dell’Interno, a bloccare lo sbarco della Gregoretti, fino alla decisione di permetterle l’approdo ad Augusta, ma solo dopo avere concordato la ripartizione dei migranti con l’Unione Europea. IL leader della Lega è accusato di “sequestro di persona e abuso d’ufficio“.

“ABBIAMO SALVATO VITE E PROTETTO UN PAESE”

Salvini si è difeso dalle accuse, sostenendo anzi di trovarsi a processo per “aver salvato vite e protetto un Paese“.  Mi dispiace solo di dovere far perdere tempo a giudici, avvocati, forze dell’ordine in un’aula bunker che solitamente è impiegata per processi di mafia – ha dichiarato il leader della Lega – La giustizia mi chiede di rispondere a ciò che avevo promesso agli italiani di fare: bloccare il traffico di esseri umani e il business dell’immigrazione clandestina senza fare male a nessuno. Sono curioso – ha continuato l’ex ministro – di sentire cosa diranno in aula Conte, Di Maio, Toninelli e gli altri ministri che con me condividevano questa linea“.

A suffraggio di questa tesi, l’avvocato difensore Bongiorno ha dichiarato: “Agli atti un video in cui il premier Giuseppe Conte parla del ruolo dell’esecutivo nella decisione sugli sbarchi in Italia di migranti come idea condivisa“.  A seguito della richiesta di archiviazione del caso da parte della procura di Catania, il Tribunale dei ministri aveva risposto che “Salvini aveva consapevolmente e illegittimamente privato i migrati della loro libertà personale in assenza di ragioni tecniche ostative all’autorizzazione dello sbarco”.

LA POSIZIONE DELL’ EX MINISTRO DEI TRASPORTI

L’ex ministro dei trasporti e delle infrastrutture Danilo Toninelli, ha risposto così in aula a una domanda dell’avvocato Bongiorno: “La linea del Governo era quella di fare interessare gli altri Stati europei al collocamento dei migranti. Ma ogni sbarco era un caso a parte. L’assegnazione del porto per lo sbarco è responsabilità unica del ministro dell’Interno. Stiamo assistendo invece – ha proseguito Toninelli – al tentativo di scaricare sul ministero dei Trasporti responsabilità sue“.

UDIENZA DI PALERMO RINVIATA

Per essere presente a Catania, i legali di Salvini hanno dovuto chiedere il rinvio dell’udienza preliminare a Palermo per il caso similare della nave “Open Arms”, imbarcazione spagnola dell’Ong con a bordo 151 migranti. La nave rimase bloccata in mare per 19 giorni a causa di un divieto di sbarco al porto di Lampedusa. L’udienza è stata spostata al 9 gennaio.

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Redazione PL