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Polemiche per le dichiarazione a ‘Dritto e rovescio’ della sorella di Giulia Cecchettin, ecco perché – VIDEO

Nel corso della trasmissione di Rete 4 ‘Dritto e rovescio’, è intervenuta in collegamento la sorella della vittima, Elena. La ragazza parlando di Filippo Turetta ha affermato che non è un mostro, ma figlio della ‘Società patriarcale’ e della ‘Cultura dello stupro’, dicendo che si tratta di un ‘delitto di Stato’.

La ragazza ha ribadito  gli stessi concetti espressi in una sua lettera pubblicata in mattinata al Corriere della Sera, nella quale ha chiesto chiesto giustizia per la sorella e per le 103 donne uccise in Italia a partire dall’inizio del 2023.

L’intervento di Elena Cecchettin e le polemiche

Le affermazioni dichiarate nel corso della trasmissione hanno dato adito a opinioni contrapposte, e il conduttore Paolo Del Debbio ha avuto il suo da fare per gestirle. Uno degli ospiti presenti in studio, Maurizio Belpietro, si è dissociato dicendo che così si spostano le attenzioni da Filippo Turetta, come ad alleggerirne le responsabilità, verso argomenti socio culturali.

Mentre il giornalista Carmelo Abate, anche lui fra gli ospiti,  ha sposato in pieno quanto aveva appena detto Elena Cecchettin. La discussione è durata parecchio. Ma poi si è continuata sul web, anche a causa di un post scritto su Facebook dal consigliere regionale della Lega Stefano Valdegamberi contro la sorella di Giulia: “Mi sembra un messaggio ideologico, costruito ad hoc, pronto per la recita. E poi quella felpa con certi simboli satanici aiuta a capire molto…spero che le indagini facciano chiarezza. Società patriarcale? Cultura dello stupro? Qui c’è dell’altro”.

Scontro Destra-Sinistra

Valdegamberi ha aggiunto, inoltre: “Fossi un Magistrato partirei da questa intervista la quale dice molto….e non aggiungo altro. Basta andare a vedere i suoi social e i dubbi diventano certezze. Il tentativo di quasi giustificare l’omicida dando la responsabilità alla ‘società patriarcale’. Più che società patriarcale dovremmo parlare di società satanista, cara ragazza”. Ed ha concluso affermando: “Sembra una che recita una parte di un qualcosa predeterminato e precostituito. Forse mi sbaglio ed è solo la mia suggestione”. A tanti questo post non è piaciuto e lo hanno contestato. Una ragazza ha scritto: “Elena Cecchettin ha proprio detto ‘a me non frega un cazzo, mia sorella è stata brutalmente uccisa da un uomo SANO, non un mostro, non un caso psichiatrico, un figlio sano della società patriarcale in cui viviamo’. E io adesso brucerò tutto per lei”. Un altro: “Sei una grande donna #ElenaCecchettin e io concordo parola per parola con te!”. E così via. In pratica è come se la  la morte di Giulia si fosse politicizzata, con la destra che non è d’accordo con i concetti espressi dalla sorella della vittima, e la sinistra che invece li sposa in pieno. Forse era meglio che non accadesse.

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Redazione PL