Dall'Italia

Per il killer del condominio pistola facile al poligono

Claudio Campiti, il killer che domenica scorsa ha ucciso tre donne, poco prima della riunione di condominio, è andato al Tiro a segno nazionale di viale Tor di Quinto, a Roma.  E da lì ha sottratto una Glock semiautomatica, che poi ha usato per fare fuoco sulle vittime riunite nell’assemblea condominiale. Per questo motivo ora il poligono è chiuso,  sotto sequestro giudiziario. I carabinieri stanno indagando per capire come  il 57enne abbia potuto allontanarsi  con l’arma noleggiata nella struttura,  senza che nessuno se ne accorgesse. L’ipotesi è che ci sia stata un’omessa vigilanza da parte del personale, anche se la dinamica sarebbe stata velocissima.

Era idoneo a sparare al poligono, ma non per il porto d’armi

Campiti sarebbe entrato nell’armeria del poligono pochi minuti prima delle 9 per uscire subito dopo. Le telecamere lo hanno inquadrato mentre lasciava l’impianto, sempre dall’accesso principale, per poi dirigersi a bordo della sua Ford Ka verso il luogo dell’assemblea a 9,5 chilometri di distanza. È da chiarire anche su quali basi abbi ottenuto la  certificazione dell’idoneità psichico-fisica necessaria per sparare al poligono, Una circostanza che sembrerebbe stridere con il fatto che in passato gli era stato negato il porto d’armi per via delle denunce per minacce presentate dai condomini del consorzio Valleverde di cui faceva parte.

Era socio con la tessera “Platinum” pagando 310 euro l’anno

L’uomo era iscritto al poligono dal 31 maggio del 2018 e ogni anno, per ottenere il rinnovo, ha dovuto presentare un certificato di idoneità psicoattitudinale rilasciato da medici competenti, di solito appartenenti alle forze dell’ordine. L’ultimo rinnovo al poligono risale al 3 febbraio scorso. Campiti era socio con tessera “Platinum”, ossia pagava un forfait annuale di 310 euro che gli permetteva di noleggiare la pistola. Ma, ci si chiede, chi avrebbe dovuto controllare che non lasciasse il poligono con la Glock? L’uomo quella mattina aveva regolarmente lasciato il suo documento all’armeria , da riprendere alla riconsegna dell’arma. Ma poi se ne è andato, e, anche volendo, nessuno avrebbe potuto perquisirlo: il personale addetto non ha la qualifica di pubblico ufficiale.

Foto frame Tg5

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Redazione PL