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PD, Anthony Barbagallo a Palermo: “Non accetto si parli di partito finito”

Tempo di bilanci all’interno del PD in Sicilia. A Palermo, al San Paolo Palace, si discutono i risultati delle ultime elezioni e si tirano le somme.

“Fra gli errori che i saggi, col senno del poi, contestano non c’è quello di essermi risparmiato, in questi due mesi come negli altri due anni”. Così dichiara il segretario regionale del partito Anthony Barbagallo nel suo intervento alla direzione regionale. “Dove c’è stata una battaglia da fare, un comizio da organizzare, io ci sono stato e posso raccontare meglio di chiunque altro che la comunità dei militanti è viva. Non accetto che si parli del PD siciliano come di un partito finito. Che lo facciano gli avvoltoi, esponenti di altri partiti che per sopravvivere vogliono erodere pezzi del nostro consenso, è lecito; che lo facciano esponenti del PD  per spirito di rivalsa o che lo facciano i fuoriusciti del PD per legittimarsi oggi dopo avere corso contro il PD, dopo avere brigato con gli avversari e dopo avere chiesto ai nostri iscritti di votare altre formazioni politiche, è insopportabile”. 

“Pronto ad assumermi la responsabilità delle scelte che ho fatto”

“Sono pronto ad assumermi la responsabilità delle scelte che ho fatto, non di quelle che non ho fatto e che non ho potuto in alcun modo impedire“. Così afferma Anthony Barbagallo. “Sarebbe piaciuto anche a me essere il deus ex machina da cui tutto dipende, ma così non è stato. Per me come per gli altri segretari prima di me”.

“Le decisioni sulla scelta del percorso delle alleanze, sul metodo di selezione del candidato presidente, sulla candidatura di Caterina Chinnici sono state assunte su mandato pieno di questa direzione, con la sostanziale condivisione unanime dell’organo di indirizzo più alto che questo partito esprime. Con ognuno di voi. Mi assumo ogni responsabilità politica ma non mi presto al gioco dei manovratori di palazzo; a chi piega l’interpretazione del dato elettorale ai suoi scopi privatissimi”.

“Il PD non collassa”

“L’analisi del voto non può non partire dalle nostre aspettative. Aspettative che sono state deluse, il PD non cresce come avremmo voluto, ma con buona pace dei tifosi dell’apocalisse, non collassa. I numeri ufficializzano la sconfitta, è chiaro, ma testimoniano che il PD resta in piedi e viene individuato come la forza più credibile contro la destra”. Così ha affermato Barbagallo nella sua analisi del voto. 

“In Sicilia, alle regionali come alle politiche, otteniamo gli stessi seggi del 2018 – prosegue -. Il M5s invece rispetto alle politiche dimezza il consenso”.

“Alle politiche cresciamo di uno 0.2 e mandiamo a Roma lo stesso numero di eletti. Alle regionali prendiamo più voti delle politiche (nelle previsioni iniziali era il contrario) e cresciamo nelle province di Siracusa, Trapani, Enna, Agrigento, Palermo e Caltanissetta, riusciamo a mantenere invariata la pattuglia di 11 deputati. Fa male Caltanissetta: nonostante il maggior numero di voti è l’unica federazione che resta all’asciutto”.

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Redazione PL