Cronaca di Palermo

Palermo in piazza per il ddl Zan

Una piazza per chiedere l’approvazione del Ddl Zan senza emendamenti: una legge contro l’omo-lesbo-bi-transfobia, la misoginia e l’abilismo.
La comunità Lgbt+ di Palermo con il sostegno e la presenza di decine di altre associazioni e movimenti scende ai piedi del Teatro Massimo.

Si sono svolte varie attività in contemporanea a cura di “Famiglie Arcobaleno” , che ha portato in piazza animazione per famiglie e uno spettacolo di bolle di sapone. E poi “Godere al Popolo” che ha allestito un confronto assembleare e “Amnesty International” che invece ha coinvolto il pubblico con dei giochi tra selfie e cartelloni da decorare e scrivere. E ancora “Non una di meno” con un focus sulle discriminazioni di genere e sulla misoginia. Alle 17.30 il primo degli interventi politici, intervallati da un flash mob collettivo in richiesta dell’approvazione del ddl Zan in cui tutti hanno alzato un cartello con scritto “DDL ZAN SUBITO”.

DIVERSI GLI INTERVENTI ALLA MANIFESTAZIONE

Sono intervenuti prendendo la parola esponenti di Coordinamento Palermo Pride, Famiglie Arcobaleno, Agedo, Arcigay, Ali d’aquila, Godere al popolo, Non una di meno, la Rete degli studenti medi; e Giovani Insieme Adesso. Gli interventi sono stati costruiti per fornire un quadro ampio e chiaro della violenza omo-transfobica in Italia. I primi interventi sono stati focalizzati sull’importanza del concetto di identità di genere, soprattutto sulla forma di inclusione e tutela per le persone trans nel ddl, che oggi è al centro del braccio di ferro in Parlamento. Sono seguite le testimonianze di chi fa parte dei gruppi Trans e Giovani di Arcigay per passare poi alla modalità con cui i mezzi di comunicazione trattano o ignorano fatti di cronaca legata alla violenza, all’orientamento sessuale, al genere e all’identità di genere.

Lungo tutto lo Stivale l’evento “Legge Zan, non un passo indietro” è organizzato per l’approvazione del ddl contro l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo senza alcuna modifica. Il disegno di legge frutto della sintesi di cinque proposte (Boldrini, Zan, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi) ha l’obiettivo di estendere la normativa già esistente sui reati d’odio ad attacchi e comportamenti dovuti all’orientamento sessuale, al genere. E infine all’identità di genere. La proposta di legge prevede modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere.

La linea comune portata alla manifestazione è sostenere il ddl Zan, che sicuramente costituisce un passo in avanti contro ogni forma violenza fisica e verbale. Ma non basta questo: bisogna andare oltre, ancora più avanti, partendo dall’educazione alla diversità e alle differenze. Non parlare soltanto di repressione ma di integrazione positiva.

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Affiance Service