Palermo, corteo contro i disservizi dell’ufficio anagrafe: “Il Comune viola la legge e i diritti”

Un corteo da piazza Giulio Cesare fino a Palazzo delle Aquile per protestare contro i disservizi dell’ufficio anagrafe del Comune di Palermo. Si tratta della protesta organizzata da una quarantina di associazioni di cittadini italiani e stranieri, che nella giornata di martedì, 14 marzo, ha chiesto a gran voce l’iscrizione anagrafica entro due giorni dalla richiesta, la presenza di mediatori culturali negli uffici comunali, il potenziamento del personale dedicato alle iscrizioni anagrafiche, più postazioni decentrate per tutti i cittadini.

Il cartello è composto da Cgil, Arci, Associazioni senegalese, gambiana, biafrana, Stravox, Donne di Benin City, Cub immigrazione; Moltivolti, Prima gli ultimi. Nessuno è straniero,  Solaria, Divento, Di sana Pianta, Associations Ambulante Palermo DOVE; Centro Diaconale La Noce Istituto Valdese, Caritas Diocesana di Palermo, Istituto Don Calabria, Associazione Apriti Cuore; Api Colf Palermo, FederColf, Ufficio Diocesano Interreligioso e interculturale, Unione degli Ivoriani in Sicilia, Giocherenda, Avvocato di strada, Rete SaluTiAmo, Ufficio diocesano per la pastorale delle migrazioni; Associazione Arcobaleno di popoli, Fondazione San Giuseppe dei Falegnami.

Palermo, le ragioni della protesta

“Attualmente per i cittadini migranti c’è solo lo sportello di viale Lazio, aperto il martedì e giovedì, del tutto insufficiente a esaudire le richieste – si legge in una nota -. Si chiede parità di condizione anche per le persone di cittadinanza non–Ue, di estendere anche per loro l’apertura tutti i giorni sia nella sede centrale che nelle postazioni decentrate e di incrementare il personale per smaltire la montagna di pratiche che si è accumulata in questi anni”.

Da anni sindacati e associazioni denunciano i gravissimi disservizi dell’ufficio anagrafe del Comune di Palermo. Le attese per il completamento delle pratiche di iscrizione anagrafica durano mesi, se non addirittura anni, nonostante il termine di due giorni previsto dal regolamento del ministero degli Interni. All’amministrazione comunale è stato chiesto più volte di intervenire per potenziare la pianta organica degli uffici preposti all’iscrizione anagrafica. La situazione è stata rappresentata anche al Prefetto.

“Il Comune ha sempre risposto che i ritardi sono dovuti alla carenza di personale – scrivono le associazioni nella piattaforma della manifestazione -. Una giustificazione non più accettabile e solo una risposta sbrigativa e superficiale per non affrontare il problema, dietro cui si celano disfunzioni amministrative, organizzative e anche violazioni di legge”.

“Amministratori che hanno a cuore il rispetto dei diritti dei cittadini devono impegnarsi sempre a trovare soluzioni, soprattutto quando si governa una macchina burocratica con migliaia di dipendenti – prosegue il cartello di sigle –. I più di 70 ricorsi presentati in Tribunale in questi due anni, che hanno ottenuto esito positivo contro l’amministrazione comunale dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che il Comune sta violando la legge e i diritti delle persone”.

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Salvo Annaloro