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Omicidio di Torino, fermato un siciliano: “Ha ucciso per gelosia”

Nelle indagini per l’omicidio di Massimo Melis a Torino c’è stata una rapida svolta. Melis, 52 anni, era stato trovato morto nella propria auto parcheggiata in via Gottardo, periferia nord di Torino. Ucciso da un colpo di pistola alla tempia. Aveva da poco accompagnato a casa una donna, con cui si frequentava. Dopo l’omicidio, si era pensato subito a un conoscente di lei. Seguendo questa pista la polizia ha fermato un uomo, sospettato di aver ucciso nella notte di Halloween il volontario della Croce verde. L’indiziato, Luigi Oste, è stato interrogato a lungo. Gli inquirenti sarebbero arrivati a lui grazie alle telecamere di videosorveglianza. A incastrarlo ci sarebbero anche mail e chat.

IL PRESUNTO ASSASSINO È SICILIANO

Lugi Oste, 63 anni, è residente a Torino ma originario di Piazza Armerina, un paese in provincia di Enna. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Oste era invaghito della donna, dipendente di un bar di Torino. Che recentemente la vittima aveva ricominciato a frequentare, dopo una precedente relazione. Rifiutato più volte da lei e mosso dalla gelosia, il presunto omicida la notte del 1 novembre avrebbe pedinato Melis per poi raggiungerlo al parcheggio. Avrebbe poi aperto la portiera dell’auto e sparato a bruciapelo. Oste era già conosciuto alle forze dell’ordine. Era stato arrestato a giugno per resistenza a pubblico ufficiale. Ha anche precedenti penali per reati contro il patrimonio e droga. Vittima e assassino abitavano a poche centinaia di metri di distanza. Dopo il delitto Oste ha ripreso normalmente la sua vita, come nulla fosse.

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Pippo Maniscalco