Cronaca di Palermo

Niente bus e tram a Palermo, è il giorno dello sciopero Amat: massiccia l’adesione al corteo | FOTO

Giornata nera per gli utenti del trasporto pubblico palermitano. Lo sciopero indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Ugl Trasporti, Cobas Trasporti e Orsa Trasporti ha letteralmente mandato in tilt la programmazione delle corse di bus e tram Amat, registrando un’altissima adesione da parte dei dipendenti della partecipata.

Una situazione che si era già verificata in occasione della prima protesta lo scorso 8 gennaio, dove l’astensione dei lavoratori era però stata di sole quattro ore. Adesso si parla invece di otto ore per i conducenti di bus e tram, dunque dalle 9 alle 17, mentre i lavoratori di impianti fissi, officina, deposito, gli amministrativi e tutti i servizi ausiliari incroceranno le braccia  per l’intero turno di servizio. 

Sciopero Amat a Palermo, alta adesione dei lavoratori

Il corteo dei manifestanti è partito da piazza Francesco Crispi in direzione della sede della Ragioneria generale del Comune di Palermo, in piazza Marina. Le ragioni della protesta sono state più volte sottolineate: il tema centrale è quello dell’adeguamento delle retribuzioni salariali ma si attendono risposte anche per il passaggio a full time di alcuni dipendenti, l’istituzione del buono pasto, la revisione dell’indennità e il super bonus.

“Abbiamo le vetture del tram tutte dentro, dunque le linee tramviarie 1, 2, 3 e 4 sono tutte nelle rimesse, e l’adesione al 100 per cento degli autobus, tutti rientrati in autoparco con gli autisti che man mano vanno scendendo per unirsi al corteo”, spiega Carlo Cataldi, coordinatore regionale Cobas Trasporti. 

[ngg src=”galleries” ids=”251″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_crop=”0″]I sindacati hanno già annunciato che a fine corteo, davanti palazzo Galletti, sarà chiesta una convocazione del sindaco Roberto Lagalla. Se la manifestazione non dovesse sortire l’effetto sperato, si potrebbe profilare anche la possibilità di un’intensificazione ulteriore, con un’azione di sciopero della durata di 24 ore. “Speriamo però che si chiuda il prima possibile questa situazione – conclude Cataldi – per il bene di tutti e soprattutto per gli utenti. Oggi siamo dispiaciuti di stare togliendo un servizio alla cittadinanza ma è pur vero che i lavoratori devono rivendicare le loro esigenze”.

Foto credit Salvo Annaloro

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Salvo Annaloro