Salute e Famiglia

Nella Sicilia che diventa gialla, ci saranno tante zone arancioni e rosse

I ritmi di crescita dei dati relativi alla Sicilia, dai ricoveri alle percentuali di positivi, inducono a prevedere come certo il passaggio dell’Isola in zona gialla. Ma al governo regionale non basta. È preoccupato, e pensa di anticipare la stretta alla vigilia di Capodanno. Vuole obbligare a un test del tampone chi rientra dall’estero e da regioni gialle o arancioni, e portare in lockdown i comuni con più contagi. Potenziando, inoltre, i drive in per i tamponi e gli hub per i vaccini. Insomma emerge la strategia di tenere la guardia più alta di quanto imporrà a giorni il governo nazionale. Il fatto è che Omicron fa paura, malgrado sia diffuso un certo ottimismo, dovuto al fatto che la maggior parte dei positivi sia asintomatico. Ed a Razza e Musumeci non basta la zona gialla che il governo nazionale introdurrà in Sicilia nei primi di gennaio.

PER LE ZONE ARANCIONI O ROSSE CAMBIANO I PARAMETRI

L’assessore alla Salute ha discusso ieri con il Comitato tecnico scientifico nuovi criteri di contrasto. Indispensabili per fornire al governatore gli strumenti per potere dichiarare rapidamente zone arancioni o anche rosse tutti i centri dove verrà individuato un focolaio. Attualmente in Sicilia sono dieci i comuni in zona arancione, ma sicuramente presto si moltiplicheranno. Saranno individuati con criteri che non si si baseranno più sugli indici tradizionali previsti fino ad ora. Terranno invece conto di target di contagio più bassi, parametrati anche al dato di incidenza della popolazione che ha fatto la terza dose. Nei piani di Razza questa severa stretta che prevede chiusure dei locali e dei negozi, e una vera limitazione degli spostamenti e della vita sociale, è soprattutto rivolta indirettamente ad incentivare il completamento del ciclo vaccinale. «Sarà più facile e rapido dichiarare un Comune zona arancione o rossa» ha sintetizzato ieri l’assessore. Indicando che, per procedere in questo senso, basterà un numero di contagiati inferiore a quello attuale, e che i ricoveri avranno meno peso, «anche perché ─ ha aggiunto ─ per fortuna questa variante li rende meno necessari».

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Pippo Maniscalco