Musumeci: «Roma non può creare campi di concentramento». Arrivano gli ispettori delle Asp

Nell’ordinanza firmata dal governatore siciliano Nello Musumeci, una delle disposizioni del provvedimento prevedeva lo sgombero degli hotspot e dei centri d’accoglienza entro la mezzanotte d’ieri. Come si sa il Viminale ha risposto che la materia in questione è di competenza statale, e che l’ordinanza del governatore quindi non ha nessun valore. Ma poiché Musumeci nella sua ordinanza ha evidenziato che lo Stato non sta tutelando la Sicilia sotto l’aspetto sanitario, ha predisposto ispezioni negli hotspot e nei centri di accoglienza per migranti, per accertare se siano garantite a ospiti e operatori le misure di contenimento del contagio da Covid 19.

ARRIVANO GLI ISPETTORI DELLE ASP

Gli ispettori delle Asp verificheranno se le attuali strutture sono adeguate in termini di igiene e sanità. Cosi come già è stato fatto nella “Tendopoli di Vizzini”, dove  dovrebbero essere ospitati in monolocali da 18 metri e senza aerazione, 8 persone in letti a castello in condizioni non solo da non poter evitare il contagio, ma addirittura da favorirlo. Al punto che il presidente Musumeci ha denunciato: «Un vero e proprio campo di concentramento, con poco rispetto per la dignità e la salute, anche di quelle popolazioni che hanno pagato la presenza del Cara di Mineo e ancora aspettano le misure compensative promesse dallo Stato».

MUSUMECI VA AVANTI

Il governatore della Sicilia ritiene la sua ordinanza ancora valida, e vuole andare avanti. Se dovesse essere impugnata, si rivolgerà alla giustizia amministrativa.E inoltre, se non sara rispettata dai soggetti attuatori, la Regione denuncerà l’omissione alla Procura della Repubblica. Musumeci dice di considerare la chiusura dei centri per i migranti non una questione politica, ma sopratutto una necessità. «Non c’è alcuno scontro politico tra Stato e Regione, perché lo Stato siamo noi. Gli hotspot e i centri d’accoglienza ─ ha affermato ─ non sono rispondenti ai criteri di prevenzione previsti dalla condizione di emergenza da epidemia. Se chiediamo alla gente di tenere la distanza, di portare la mascherina, di stare attenti quando si recano nei ristoranti, se vietiamo gli assembramenti nei locali serali con provvedimenti duri, seri sulle discoteche, è mai possibile che in uno stanzone debbano stare ammassate 500, 600, 700 persone? Lampedusa è un’isola abbandonata a se stessa. E’ caduto nel vuoto l’appello del sindaco Toto Martello, cosi come il sopralluogo del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Appelli inascoltati, tant’è che ancora oggi la dichiarazione dello stato d’emergenza non c’e. Vogliamo risposte, non silenzi».

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Pippo Maniscalco