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Musica, il cantautore siciliano Salvatore Maria Ruisi presenta il nuovo singolo: “Torneremo”

Pubblicato il nuovo singolo del cantautore siciliano Salvatore Maria Ruisi intitolato “Torneremo”. Il brano, come dice l’autore, “È un viaggio immaginario in un futuro incerto senza data fissata, potrebbe essere domani ma anche fra dieci anni. Un futuro che si vuole gestire ma che tradisce regolarmente ogni aspettativa camminando su questo tempo con “scarpe rotte e piene di stelle”, tra la speranza e la rassegnazione.”

Il brano è stato composto sia nel testo che nell’arrangiamento musicale dallo stesso Salvatore Maria Ruisi ed eseguito con i musicisti Fabio Rizzo alle chitarre, Salvo Novena al basso e Pietro Mannino alla batteria. Produzione da Fabio Rizzo e inciso presso la Indigo Studios di Palermo che si è occupato della registrazione, del mix e del master.

Salvatore Maria Ruisi: biografia

La carriera artistica di Ruisi inizia fin da bambino, quando inizia a scrivere delle poesie che poi diventeranno i suoi primi brani musicali, ma la svolta avviene all’età di 15 quando, durante un viaggio in Irlanda, si ritrova con pochi euro in tasca. Con quella modica cifra decide di acquistare una chitarra classica usata e inizia ad esibirsi per raccogliere i soldi per la permanenza ed il successivo ritorno in Italia. Durante il periodo universitario la sua produzione artistica diventa sempre più costante tanto da diventare un impegno quotidiano e grazie alla sua tenacia arriva a partecipare, nel febbraio 2014, al
Premio Buscaglione a Torino dove viene selezionato per partecipare al contest per giovani cantautori nominato “Notte rossa Barbera”, vincendolo. Nel 2018 arriva in finale ad Area Sanremo esibendosi sul palco del Casinò di Sanremo e viene
citato dalla rivista Classic Rock tra gli artisti emergenti di maggior interesse dopo aver pubblicato il suo primo singolo “Mondo Capovolto”. Nel 2021 pubblica il suo primo album intitolato “Niente non rimane niente – Atto I” dal quale estrae i singoli “Gocce” e la title track “Niente non rimane niente”.

L’intervista

Dalla tua biografia apprendiamo che inizi ad esibirti in Irlanda per “necessità”, che musica proponevi per racimolare i soldi di cui avevi bisogno?
“L’esperienza in Irlanda fu incredibile e magica. Partii a soli quindici anni per imparare la lingua insieme ad un amico. L’idea era di rimanere soltanto 15 giorni ma poi contro il volere dei miei genitori rimasi tutta l’estate. Il patto era quello di poter rimanere solo nel caso in cui avessi trovato un lavoretto che mi avrebbe permesso di mantenermi lì. Ma non avevo l’età per essere assunto (ci voleva un minimo di 16 anni) e non potevo promettere al datore di lavoro di rimanere lì per almeno 6 mesi. Cosi affascinato da molti artisti di strada che ogni giorno incontravo nei parchi e per le strade, comprai una chitarra al mercato dell’usato e per gioco cominciai a suonare, unendomi in alcuni casi a loro. Cantavo canzoni italiane da spiaggia, a volte capitava di suonare la stessa canzone per ore poiché aveva maggiore riscontro. Tanto la gente era solo di passaggio. Mi resi conto del potere magico e quale linguaggio universale fosse la musica. Finita l’estate, due giorni prima dell’inizio della scuola, rivendetti la chitarra al mercato dell’usato e ritornai a casa. Ricordo la profonda tristezza che provai quando presi l’aereo per il ritorno e da allora la chitarra divenne fedele compagna di viaggio e di vita, permettendomi di esprimere ciò che in nessun altro modo riuscirei a fare”.
Cosa c’è ancora dentro di te di quel quindicenne?
“La curiosità e la necessità”.
Nel 2018 partecipi ad Area Sanremo e ti esibisci sul palco della finale al Casinò, che esperienza è stata?
“È stato un momento indimenticabile che mi ha permesso di capire la mia dimensione artistica. Si comincia sempre un po’ per gioco senza prendersi troppo sul serio. Ho sempre fatto musica per me, come un bisogno se poi incontravo anche il gusto di chi ascoltava ero doppiamente felice. In quel caso riuscii da solo, senza manager o case discografiche ad arrivare ad un soffio dalla gara dei giovani in Tv e capii che il gioco cominciava a piacermi sempre più, fino a diventare serio”.
Come nasce il brano “Torneremo”?
“In un momento familiare particolare. È vero che l’ho scritta durante il lockdown ma non è ispirata alla pandemia anche se quel periodo incerto e lontano da tutto e tutti mi ha “aiutato” a vedere alcune cose in maniera diversa e a far emergere molte cose nascoste o che ignoravo dentro di me”.
Il titolo del tuo primo album “Niente non rimane niente – Atto I” lascia intendere che ci sarà almeno anche un atto II, hai già qualcosa in cantiere?
“Certamente l’atto II è già più che un semplice idea. Ho già tutto pronto ma questa volta mi piacerebbe lavorare con una casa discografica o qualcuno che mi assista totalmente. Il primo album è stato interamente autoprodotto ed è stato davvero dura ritrovarsi da solo a curare ogni aspetto della produzione e della commercializzazione. Le collaborazioni sono importanti per la crescita personale pur non perdendo la propria autonomia artistica”.
Hai in calendario delle date live?
“Alcune date sono ancora da definire, sono tutte in Sicilia. Il primo evento che mi vedrà suonare live dopo tanto tempo sarà ad Alcamo, dove vivo, il 5 agosto in una cornice elegantissima in centro storico all’interno del Castello dei Conti di Modica”. 

Published by
Cristina Riggio