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A.A.A. Urgono Costruttori Responsabili – telefonare governo Conte 3

Con l’uscita di Italia Viva dal governo e l’annuncio di Giuseppe Conte che il governo chiederà la fiducia in Parlamento, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, i due partiti principali rimasti nella maggioranza, si sono mesi in movimento. Stanno cercando di convincere diversi parlamentari di opposizione, soprattutto senatori, a sostenere il governo. L’operazione ha un precedente, somiglia a quella che fece nel 2010 l’ultimo governo di Silvio Berlusconi, che, con l’uscita di Gianfranco Fini dopo il famoso “Che fai mi cacci?”, rimase in piedi grazie a un gruppo di parlamentari eletti nel centrosinistra che cambiarono casacca. E si definirono “i responsabili”.

OGGI SI CHIAMANO ANCHE “COSTRUTTORI”, OLTRE CHE “RESPONSABILI”

I parlamentari coinvolti oggi preferiscono definirsi “costruttori”, riferendosi alla parola chiave del discorso di Capodanno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che fu «costruire». Ma ancora non è chiaro quali e quanti saranno, e soprattutto se riusciranno a evitare la caduta del governo. Perché la maggioranza rischia di non essere più tale, soprattutto al Senato. Alla Camera ci sono un numero di parlamentari sufficiente, anche dopo l’uscita di Italia Viva– La maggioranza c’è, sebbene assai risicata con 320 deputati, appena cinque in più del minimo richiesto.

I PROBLEMI DEL SENATO

Al Senato la questione è più complessa. Il minimo da raggiungere per ottenere la fiducia è 161, ma secondo diversi analisti per avere un margine di sicurezza sufficiente sarebbe opportuno arrivare almeno alla fascia compresa fra 165 e 170, cioè quella che appoggiava il governo quando Italia Viva faceva ancora parte della maggioranza. In totale, quindi, il governo sta cercando un numero di “responsabili” compreso fra la dozzina e la ventina. Stando alle notizie che circolano, la maggioranza pare stia cercando di pescare in almeno tre bacini. Fra i componenti del Gruppo Misto che ancora non sostengono il governo, fra i senatori di Italia Viva e tra quelli del centrodestra cosiddetto “moderato”, da Forza Italia all’UDC passando per Cambiamo, il partito fondato dal presidente della regione Liguria, Giovanni Toti. La storia dirà se ci l’operazione, ed il governo riuscirà ad avere la fiducia in Parlamento: si saprà martedì.

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Pippo Maniscalco