Cronaca di Palermo

La Procura: “Allontanare i bimbi dalle famiglie dello Sperone che spacciano”

Dal blitz dello Sperone scattato all’inizio di novembre, dove ci sono stati 57 arresti, sono emerse situazioni familiari drammatiche. Le ha commentate, come scritto da Repubblica, la procuratrice per i minorenni di Palermo Claudia Caramanna. «Le immagini che abbiamo visto ─ ha detto ─ sono inaccettabili. Le telecamere nascoste dai carabinieri nelle abitazioni degli spacciatori, allo Sperone, hanno ripreso tanti, troppi bambini che giocano con i panetti di hashish, che guardano incuriositi mamma e papà mentre, nelle loro camerette, riempiono decine di bustine con la polvere bianca o che contano i soldi della droga. Una situazione gravissima».

GIÀ PARTITI I RICORSI PER SETTE BAMBINI, ALTRI 50 IN PREPARAZIONE

Per questo la Procura per i Minorenni ha chiesto al tribunale di adottare un provvedimento che a Palermo non ha precedenti. L’allontanamento dei bambini dalle famiglie implicate nello spaccio di droga, con la conseguente decadenza della responsabilità genitoriale. Per sette minori sono già partiti i ricorsi, mentre sono in preparazione altre cinquanta richieste. Riguardano minori dai 3 ai 14 anni. La procuratrice Caramanna, che si occupa del caso Sperone con la sostituta Paoletta Caltabellotta, ha spiegato: «Il nostro intervento non ha alcun carattere punitivo nei confronti delle famiglie. Non stigmatizziamo i genitori in quanto spacciatori o criminali. Piuttosto, mettiamo in evidenza comportamenti concreti che possono compromettere, ed anche contrastare, la possibilità di un equilibrato sviluppo della personalità dei minori. Ed esporli a un concreto rischio di devianza».

NON SOLO SPERONE: SITUAZIONE DRAMMATICA ANCHE IN ALTRI RIONI ED IN PROVINCIA

Come ha detto la procuratrice Caramanna, con questi provvedimenti si vuole offrire ai minori una seria alternativa educativa e culturale. E ha aggiunto: «Dobbiamo intervenire al più presto per evitare il rischio che la crescita dei minori dello Sperone venga compromessa». In effetti video raccolti dai carabinieri della Compagnia San Lorenzo sono davvero drammatici. Viene fuori un quartiere dove la droga viene ormai percepita come una normale attività lavorativa. Dove contare i soldi della cocaina diventa quasi un gioco per i bambini. Comunque, all’esame della procura non c’è solo il caso Sperone. Le indagini delle forze dell’ordine hanno messo in evidenza che anche in altri quartieri ed in provincia ci sono famiglie di spacciatori con bambini che stanno a guardare. O, come in qualche caso, vengono anche utilizzati come corrieri.

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Pippo Maniscalco