Dal resto della Sicilia

La Nike di Giardini Naxos resiste al ciclone Harry: “Il simbolo della Sicilia che si rialza”

Quasi tutto attorno devastato, ma lei ha resistito al ciclone Harry in questo triste inizio 2026. La Nike di Giardini Naxos, la dea alata della vittoria, è rimasta parzialmente intatta, diventando anche un simbolo dei siciliani che si rialzano dopo il recente cataclisma. La statua, realizzata dallo scultore Carmelo Mendola, è presente dal 1965 nel lungomare Schisò, uno dei quartieri del comune nel Messinese.

Anche questa volta la sua storia, fatta di vittoria, forza e orgoglio, si è manifestata al popolo siciliano. Costruita nel Novecento per celebrare la fondazione greca del paese nell’VIII secolo a.C., ancora oggi la Nike guarda verso il mare Mediterraneo, rappresentando la rotta percorsa dalle navi dei primi coloni greci che vennero nell’attuale Sicilia e fondarono Naxos. La scultura si ispira alla celebre statua greca Nike di Samotracia, che oggi si trova al Louvre di Parigi. Entrambe, infatti, possiedono il medesimo significato, ma quella di Mendola mescola i materiali moderni del ‘900 con l’immagine classica della dea.

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Il materiale e la base: come ha resistito la Nike di Giardini Naxos

Durante il passaggio del ciclone Harry la statua ha mantenuto la sua posizione grazie soprattutto alla sua composizione in bronzo e acciaio. Se la piazzetta e i marciapiedi attorno sono stati spazzati via o gravemente danneggiati, la Nike è ancora qui perché, grazie alla sua robustezza, ha resistito bene alla salsedine, alla pressione del vento e agli urti da pietra o cemento, come accaduto a ristoranti o auto soprattutto nell’area orientale della Sicilia.

In aiuto alla statua di Giardini Naxos c’è stato anche il fatto di essere ancorata a una base portante molto stabile, che aiuta a non farla cadere anche quando il suolo circostante viene eroso o spazzato via dall’acqua. Da oggi la Nike non servirà solo per ricordare le origini greche di Giardini Naxos, ma anche per celebrare coloro che hanno resistito con coraggio al ciclone Harry.

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Alessandro Morana