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Kramatorsk, almeno 50 le vittime dei “missili per bimbi”: scambio di accuse

Ieri mattina, intorno alla 10:30, nella stazione di Kramatorsk, nel Donetsk, c’erano più di  4mila persone. Si accalcano lungo i binari per salire sui pochi treni in partenza verso nord. Volevano fuggire dalle bombe russe che stanno martoriando il Donbass. In quel momento due missili hanno sganciato sulla stazione bombe a grappolo, provocando una strage. Almeno 50 i morti accertati finora, 39 morte sul posto e 11 all’ospedale, e tra loro diversi bambini. I feriti sono centinaia, ma è un bilancio destinato ad aggravarsi. A poche ore dall’attacco, la pietà umana ha sgomberato la scena dall’orrore. I cadaveri sono stati messi nei sacchi neri e portati via. A terra sono rimaste macchie di sangue, e tanti peluche, qualcuno insanguinato. Oltre a tanti bagagli senza padrone che sono stati sistemati da qualche parte. Deserta la stazione ferroviaria di Kramatorsk, fino a poche ore prima affollata fino all’inverosimile. Si vedono quattro auto bruciate, e la metà posteriore di un missile. Su di esso è leggibile una scritta in russo «за детей»: la traduzione letterale è “a sostegno dei bambini”.

SULLA PATERNITÀ DEI MISSILI  DI KRAMATORSK SCAMBIO DI ACCUSE

«Un massacro deliberato» delle forze russe, l’ha definito il ministro ucraino Dmytro Kuleba. Reazioni sdegnate da tutto il mondo. Il presidente americano Joe Biden ha parlato di una «orribile atrocità». La presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, in visita a Kiev, si è detta sconvolta da questo «attacco spregevole». Immediate le accuse incrociate Ucraina-Russia. Il governo di Mosca e i separatisti, infatti, hanno subito indicato come colpevoli le forze ucraine. Il ministero della Difesa russo ha spiegato che i frammenti visibili nelle foto e nei video appartengano al vettore Tochka-U, che sarebbe “utilizzato solo dall’esercito di Kiev”Mosca sostiene che con un attacco come questo gli ucraini vorrebbe “impedire ai civili di partire”, per usarli come “scudi umani”. Kiev ha subito respinta al mittente questa versione, smentita da diverse prove. Sostengono che una tesi come questa, cioè la strage provocata, serve ai  russi per screditare il nemico.

I MISSILI SONO IN USO ANCHE AI RUSSI

Alcuni analisti indipendenti hanno documentato con filmati il trasporto da parte dell’artiglieria russa di questa tipologia di missili dal confine bielorusso. Dimostrando, quindi,  che i vettori Tochka-U sarebbero in uso anche alle forze armate di Putin. Inoltre, secondo i tracciati, i razzi sarebbero partiti da una base a Shakhtarsk, all’interno della Repubblica separatista di Donetsk. Ovvero a circa 100 chilometri da Kramatorksk, distanza compatibile con la gittata di questo tipo di missile. E, testimonianza non trascurabile,  diversi minuti prima che venisse diffusa la notizia in rete sono comparsi screenshot di profili filo russi che rivendicavano l’attacco.

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Redazione PL