Dall'Italia

Investe una donna distratto da chat hot, autista bus patteggia un anno e sei mesi

Risale all’11 dicembre 2020 il terribile incidente stradale a Cinisello Balsamo, Milano, nel quale una donna perse la vita. Si tratta di Cristina Conforti, 53 anni, dipendente del comune di Bresso. A investirla un autobus Atm, società di trasporto pubblico, il cui conducente era distratto alla guida da una chat hot. 

L’uomo, 49 anni, ha adesso patteggiato un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa. Nei suoi confronti il gup Marco Formentin ha stabilito anche la sospensione della patente per due anni.

Autista investe una donna, distratto da chat hot

L’uomo, imputato di omicidio stradale, avrebbe offerto anche una cifra a titolo di risarcimento a favore della sorella della vittima. A renderlo noto il Corriere della Sera, che spiega che il marito e i due figli della donna hanno già ricevuto un ristoro economico dall’assicurazione.

Dalle verifiche condotte sul cellulare dell’autista del bus Atm è emerso che, il giorno dell’incidente, l’uomo stava chattando su Messenger tra le 15.20 e le 15.25. La prima chiamata ai soccorritori è delle 15.27.

“Amareggiato e senza parole”

“La sentenza mi ha lasciato amareggiato e senza parole. È chiaro che Cristina non ce la riporterà indietro nessuno ma non è una pena che le rende giustizia. Come può valere così poco una vita umana?”. Questo il commento di Franco Carpentieri, marito della donna investita, riportato dal Corriere. “L’imputato se la cava con poco e niente. Anzi, è libero di uscire di casa come se non avesse fatto nulla. Invece ha causato la morte di una persona e ha distrutto una famiglia, la mia. Non siamo per niente soddisfatti di come funziona la giustizia. Ammazzi una persona e hai quasi la certezza di cavartela con poco”.

“Stando a quanto emerso dalla perizia, pare che l’autista fosse abitualmente collegato a queste chat durante le ore di lavoro – ha aggiunto -. È come se giocasse alla roulette russa. Questo ci ha lasciato l’amaro in bocca. Fosse stato un incidente causato da un colpo di sonno o da un abbagliamento potevamo forse farcene una ragione. Ma in questo caso: no”.

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Redazione PL