Influenza stagionale alle porte, come comportarsi?

L’influenza stagionale è alle porte, si stimano tra i 6 e gli 8 milioni di casi in Italia, e quest’anno in tempo di epidemia da Coronavirus i classici timori sono moltiplicati. E complicati: perché distinguere il più velocemente possibile influenza stagionale da Covid-19 sarà fondamentale.

Per capire quale influenza ci aspetta, come sarà possibile distinguerla dal Covid-19 e quali saranno le buone pratiche da mettere in atto, Assosalute, ha fatto il punto con il virologo Fabrizio Pregliasco, presentando una ricerca sull’influenza che ci aspetta durante la prossima stagione invernale.

“Guardando a quello che sta accadendo nell’emisfero australe – ha spiegato il professor Pregliasco – sappiamo che sono state individuate due varianti di tipo A e una nuova variante di tipo B e che la stagione influenzale potrebbe essere caratterizzata da un’intensità medio-alta. In linea con quanto registrato negli anni precedenti, saranno tra i 6 e gli 8 milioni gli italiani che rimarranno a letto. Al tempo stesso, però, notiamo come le azioni preventive, messe in atto per il contenimento della pandemia da Covid-19, stiano limitando anche la diffusione della classica influenza stagionale, rendendola nei fatti più blanda”.

DIFFERENZA COVID-19 E INFLUENZA

Quest’anno rimane centrale la capacità di distinguere la semplice influenza stagionale dai sintomi da Covid-19, e come dimostra la ricerca condotta da Assosalute, il timore più diffuso tra gli italiani è proprio quello di non essere in grado di saperle distinguere prontamente, e la paura di un nuovo isolamento, soprattutto tra i più giovani.

“Distinguere la normale influenza dal Covid-19 non è così semplice – ha sottolineato Pregliasco – nonostante i due virus siano diversi, i sintomi che caratterizzano l’influenza stagionale e il Covid-19 sono molto simili; l’unico modo certo per fare una diagnosi differenziale è, quindi, quello di eseguire il tampone. È bene ricordare che l’influenza con cui abbiamo a che fare tutti gli anni presenta sempre le medesime caratteristiche: insorgenza brusca di febbre oltre i 38 gradi, presenza di almeno un sintomo sistemico (dolori muscolari/articolari) e di un sintomo respiratorio (tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola). La momentanea perdita (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), la perdita (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), sono, invece, tipici della Covid-19 e non legati all’influenza stagionale”.

COME BISOGNA COMPORTARSI?

Se l’influenza che ci aspetta non sarà di fatto dissimile da quella che incontriamo abitualmente in questa stagione, ciò che cambia è l’atteggiamento degli italiani in caso di sintomi influenzali.

In caso di febbre, quindi, che fare? “Al principio sempre valido di automedicazione responsabile – ha risposto Pregliasco – si aggiunge quest’anno il comportamento responsabile. Rimanere in casa se si manifestano i sintomi e isolarsi dagli altri, non andare al pronto soccorso né presso gli studi medici ma chiamare al telefono il medico di famiglia, la guardia medica o i numeri verdi regionali o di pubblica utilità 1500. Rimangono validi i classici consigli come: evitare gli sbalzi di temperatura, prediligere un’alimentazione corretta e cercare di non affaticare troppo il sistema immunitario, mantenendo, ad esempio, una sana flora intestinale con l’aiuto dei probiotici”.

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Published by
Francesca Catalano