Musumeci, dopo il vertice con Conte: «Abbiamo aperto una breccia in un muro di cemento»

Ieri si è svolto  a Palazzi Chigi il previsto vertice fra il governatore della Sicilia Nello Musumeci e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. All’incontro, durato due ore,   hanno partecipato anche i ministri Lamorgese, Guerini, Gualtieri, De Micheli,  Di Maio (in collegamento), e il sindaco di Lampedusa, Totò Martello. All’uscita il presidente della Regione Siciliana ha detto: «Abbiamo aperto una breccia in un muro che sembrava di cemento armato. Quello del popolo siciliano è un interminabile calvario. La gente ha paura, ed è una paura che si accentua con il Covid, questo l’ho detto a Conte e ai ministri presenti»

«INIZIATIVE SENZA SCADENZE PRECISE,  SLEGATE DA UN CALENDARIO»

Ma Musumeci ha anche espresso la sua insoddisfazione, precisando che con il governo restano diversità di vedute. «Ci hanno presentato  alcune iniziative ─ ha dichiarato ─, ma slegate da un calendario, al di fuori di scadenza precise. Noi abbiamo chiesto che non arrivino più navi delle Ong e che la Ue faccia la sua parte. Siamo contrari all’ampliamento di hotspot, ovunque si trovino nell’isola. Abbiamo spiegato che Lampedusa vive forti tensioni sociali. Il premier ha assicurato interventi economici a sostegno. Abbiamo detto al governo che restiamo vigili, non indietreggiamo di un solo centimetro».

CONTE: «SARÀ SVUOTATO L’HOTSPOT DI LAMPEDUSA, E AIUTI FISCALI AI RESIDENTI»

Il premier Conte ha assicurato che a giorni sarà svuotato l’hotspot di Lampedusa con l’invio di altre navi per la quarantena, e che per i residenti dell’isola sono previsti aiuti fiscali: «Lampedusa merita misure economiche di favore, con specifico riguardo a sospensione di adempimenti e versamenti, anche arretrati. La sofferenza economica, e non solo, merita una risposta forte dello Stato». E rivolgendosi a  Musumeci ha detto : «Basta slogan. Siamo consapevoli delle difficoltà che state vivendo e della necessità di studiare insieme le soluzioni più efficaci per far fronte a queste difficoltà. Ma sappiamo anche che il fenomeno è complesso da sempre e non bastano gli slogan per affrontarlo, ma sono necessarie iniziative a vari livelli e interventi ben sinergici e ben coordinati».

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Pippo Maniscalco