Furto d’acqua, confermato licenziamento ex dipendente Amap, Orlando:«Giusto così»

E’ tempo di dare punizioni esemplari, affinchè determinati atteggiamenti negativi, in questo caso legati al mondo del lavoro non vengano presi come modello. A sottolineare il concetto, in merito al licenziamento di G.N., ex dipendente dell’AMAP accusato di aver installato abusivamente un contatore idrico non censito presso l’azienda, favorendo così il furto d’acqua da parte dei privati, è il Sindaco Leoluca Orlando:“l’importanza di dare segnali chiari ed inequivocabili a quei pochi dipendenti delle partecipate che con i propri comportamenti criminali più o meno gravi, offuscano l’immagine e denigrano il lavoro di migliaia di lavoratori e lavoratrici onesti e professionali.

A ribadire la piena legittimità del licenziamento, disposto nei confronti del lavoratore il 22 gennaio 2018 è stata la Corte di Appello di Palermo con la sentenza n. 545/2020. Una sentenza che, a distanza di un anno, il 22 dicembre del 2019, dal Tribunale di Palermo (sezione lavoro) era stata ritenuta illeggittima e per questo ribaltata, con la richiesta della riammissione in  servizio dell’ex impiegato Amap. Contro tale sentenza l’Azienda aveva proposto ricorso in appello, ed oggi arriva la conferma.

LA FERMA POSIZIONE DELL’AMAP

I Giudici di Appello hanno infatti riconosciuto la piena legittimità del licenziamento.
L’AMAP, assistita dall’avv. Ferdinando Caronia, ha anche ottenuto il riconoscimento del diritto alla ripetizione delle spese di lite di tutti i gradi dei giudizi. Per l’Amministratore Unico Alessandro Di Martino e per il Direttore Generale dell’AMAP, avv. Giuseppe Ragonese: “la sentenza d’appello conferma la correttezza dell’operato della società e la necessità di reprimere con fermezza qualsiasi comportamento inaccettabile ed illegale. Da parte dell’azienda non vi sarà alcuna tolleranza verso chi crede di poter agire impunito, compiendo reati e danneggiando l’immagine di Amap e dei suoi lavoratori.”

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Redazione PL