Processo per i fratelli Bianchi, picchiatori seriali di ragazzi di colore

Per i fratelli Bianchi ancora non è arrivata nessuna contestazione formale di aggravante con matrice razziale. Ma potrebbe arrivare. Dal loro curriculum criminale stanno emergendo un bel po’ di pestaggi a tema xenofobo. D’altro canto  si era intuito che l’ambiente contestuale era questo. Basti dire che,  subito dopo l’assassinio di Willy Duarte,  uno dei genitori,  davanti alla caserma dei carabinieri aveva detto: «Cosa hanno fatto? Non hanno fatto niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario».

AMBIENTE XENOFOBO E RAZZISTA

Ma oltre questo, emergono altri dettagli che concorrono a comporre il giusto quadro ambientale, e aiutano a collocare questa vicenda in un contesto culturale xenofobo e razzista. Basta dare un’occhiata sommaria all’elenco delle vittime accertate delle loro violenze per accorgersi che quasi tutte avevano un elemento in comune: la pelle nera. Oggi  24 Settembre, per esempio, è fissata al  Tribunale di Velletri  la prima udienza di un processo a Marco Bianchi, accusato di aver aggredito un ventenne guineano. Un fatto  avvenuto il 1 maggio 2018,  nato per  le stesse motivazioni  con le quali è iniziata la rissa che ha portato Willy alla morte: un apprezzamento ad una ragazza e la rissa.

ALTRI PESTAGGI 

La denuncia presentata per l’episodio ora citato,  non ha però fermato il campione di arti marziali. Due giorni dopo quel pestaggio, il 3 maggio 2018, il 24enne di Artena è stato  infatti arrestato ancora una volta,  sempre a Velletri, per una rissa fuori da un locale notturno, ma è stato subito liberato dopo l’interrogatorio. C’era stato uno scontro tra lui e, ancora una volta, un altro straniero dalla pelle scura, un 22enne di nazionalità marocchina, anche lui residente a Velletri. Anche per questa storia è in corso un processo a Velletri, che vede imputato pure il fratello Gabriele. I due fratelli Bianchi sono accusati di aver massacrato il ragazzo con un tirapugni. Da allora ci sono state altre denunce, fino ad arrivare alla notte in cui Willy è stato ucciso. Ma  tante altre vittime di pestaggi non si sono presentate dai carabinieri per paura.

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Pippo Maniscalco