Figuccia (UDC):«Ciò che fa il Governo è un’istigazione alla sommossa, Sicilia abbandonata»

Dopo che il Governo centrale ha risposto picche all’ordinanza di Musumeci, volta a chiudere gli hot spot dove sono ospitati migliaia di extracomunitari, l’atmosfera che si respira in Sicilia si è fatta rovente. Un popolo tradizionalmente non razzista si rischia di farlo diventare tale a causa di prese di posizioni miopi” ha tuonato recentemente il Governatore dell’Isola, che ha poi rincarato la dose facendo addirittura riferimento alla più inquietante delle parole che la memoria storico collettiva dell’Umanità ricordi: “lager”. Perchè tali sono ritenuti i cosiddetti centri di prima accoglienza destinati agli immigrati:”Un vero e proprio campo di concentramento, con poco rispetto per la dignità e la salute, anche di quelle popolazioni che hanno pagato la presenza del Cara di Mineo e ancora aspettano le misure compensative promesse dallo Stato». Da quì, addirittura in barba agli stessi schieramenti politici, tantissimi sono stati i siciliani a sposare la linea di Musumeci. Per la stragrande maggioranza di loro, nell’attuale stato di emergenza imposto dal coronavirus, il flusso continuo di gente proveniente dall’Africa potrebbe scatenare un crescendo di insofferenza e risentimento, in primis nei confronto dell’attuale Governo. 

LO STATO NON DEVE ABBANDONARE LA SICILIA AL SUO DESTINO

Ed è direttamente dalla sua pagina Facebook che il deputato UDC Vincenzo Figuccia, tra campagne mediatiche e social uno tra i parlamentari più attivi nel territorio, chiarisce in merito la sua posizione. “Certamente il tema delle politiche migratorie va affrontato con razionalità e lucidità ed evitando le strumentalizzazioni. Credo fortemente inoltre che gli estremismi non facciano bene alla democrazia tantomeno al buon senso. I siciliani, da sempre si sono contraddistinti per una grande capacità di accoglienza, è proprio nel loro dna. Tuttavia ritengo che sia del tutto ingiusto essere lasciati da soli; lo Stato non può e non deve voltarsi dall’altra parte, in quanto, in questo momento, è proprio la Sicilia che si sta facendo carico di accogliere centinaia di migliaia di persone tramite centri d’accoglienza e hot spot. Proprio per questo, sarebbe doveroso attenzionare nella maniera più idonea possibile quanto sta accadendo dalle nostre parti.

NON RISPETTATO LO STATUTO SPECIALE

“Subito dopo la fine della monarchia – prosegue Vincenzo Figuccia a Palermo Live -, con l’avvio della democrazia in Italia, la storia ci ricorda cosa avvenne in Sicilia: dalle rivendicazione separatiste e indipendentiste fino al riconoscimento dell’autonomia. Da lì, il riconoscimento dello Statuto speciale con quelle perogrative che gli sono proprie: tra queste anche l’articolo 31 dello Statuto (L’articolo 31 dello Statuto autonomistico siciliano, che assegna al presidente della Regione la responsabilità dell’ordine pubblico nella nostra Isola, è stato ottenuto – insieme con lo stesso Statuto – perché negli anni successivi al secondo dopoguerra i Siciliani erano pronti alla rivoluzione separatista ndr). Detto ciò non vedo il motivo per il quale lo Stato debba non solo vietarci l’attuazione di queste prerogative ma addirittura sia pronto a disconoscere i provvedimenti che vengono fatti. Analizzando attentamente la questione, il tema a questo punto è capire quale dei due sia in realtà l’atteggiamento più razzista. Chiedo ancora se risponde ad una logica del Vangelo, della solidarietà cristiana, dei temi della pace e dell’amore lasciare abbandonati in queste condizioni, nei centri d’accoglienza i migranti. Gente tra l’altro esposta ad un contagio ad effetto moltiplicatore e per questo indotta a scappare, mettendo inevitabilmente a forte rischio la salute dei  residenti siciliani, oggi più che mai alle prese con un forte e diffuso senso di inquietudine. In buona sostanza – precisa il deputato palermitano – , il rischio è di vedere crescere nella gente, giorno dopo giorno un sentimento diffuso di risentimento che, a livello sociale potrebbe degenerare in qualcosa di più insidioso. 

LA STOCCATA AD ORLANDO

In merito all’argomento, Figuccia, ancora una volta non può non sottolineare negativamente la posizione assunta dal sindaco Leoluca Orlando.”Le sue dichiarazioni gli fanno gettare ancora una volta la maschera, ed esprimono lo specchio di una personalità incapace, che cerca visibilità lontano dalla gestione dei problemi di una città come Palermo che invece andrebbe amministrata”

IL BRACCIO DI FERRO TRA ISITUZIONI

Ma c’è un quesito, a questo punto, che si pongono i siciliani, ovvero quello di come andrà a finire il braccio di ferro tra la Regione Sicilia e Roma sull’argomento chiusura hot spot. Il timore è che alla fine nulla cambi con la conseguenza, concreta, di rendere i centri d’accoglienza bombe ad orologeria vicine al collasso. “Giorno 31 ho già convocato un’assemblea a Portella della Ginestra, sito scelto non casualmente in quanto rappresenta da sempre un luogo simbolico di grande importanza per i siciliani. Lì si incorntreranno tantissimi miei corregionali animati da sentimenti di pace, amore e da spirito fraterno e di solidarietà. Gente pronta a chiedere a gran voce il riconoscimento degli sforzi che sono stati compiuti in questi lunghissimi mesi di lockdown. Mesi che hanno messo a dura prova il nostro comparto economico – sospira Vincenzo Figuccia – , in cui si è assistito alla dolorosa chiusura di aziende, con ripercussioni sulla spesa sociale e sanitaria della nostra Isola. Temo però che, purtroppo, queste contrapposizioni tra ruoli istituzionali non porteranno a nulla di buono e sono convito che il popolo, stanco delle continue incertezze dimostrate dalla governance, prima o poi sarà pronto a insorgere. Perchè, ci tengo a ribadirlo, quanto sta accadendo non è altro che una vera istigazione alla sommossa. La misura è colma e non si può andare avanti a forza di sterili strumentalizzazioni. L’unica cosa onesta e coscenziosa da fare in questo momento è l’adozione di soluzioni concrete ascoltando attentamente la voce del popolo. Credo che così come vada rispettato il Governo centrale in quanto Istituzione – conclude Figuccia – , allo stesso modo debba essere rispettato il popolo siciliano”.

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Alfredo Minutoli