Cronaca di Palermo

False vaccinazioni: dalle intercettazioni ipotesi di complici coinvolti nel giro

I fermi effettuati dagli agenti della Digos per le false vaccinazioni hanno portato in carcere Anna Maria Lo Brano, 52 anni, detta Ivana, il commerciante Giuseppe Tomasino, di 48, e il leader no-vax Filippo Accetta, di 52. Ma dai computer e smartphone sequestrati dagli investigatori nel corso delle indagini, vengono fuori intercettazioni possono aprire nuovi scenari. Le conversazioni in possesso degli investigatori fanno pensare alla presenza di altre persone coinvolte nel sistema, e stanno fornendo più di uno spunto di indagine per verificare la partecipazione di altri personaggi coinvolti sistema. Che, oltre ai fermati, avrebbero potuto trarre guadagni con le finte iniezioni.

«MA PER LA SECONDA DOSE AMU A NIESCIRI NATRI 400 EURO?

L’infermiera Lo Brano dopo il fermo ha confermato di avere fatto le finte iniezioni, ma ha negato di averlo fatto per denaro. Una circostanza questa che, invece, non sarebbe confermata dalle intercettazioni. Che, invece, prospettano l’ipotesi che nel giro possano essere coinvolte altre persone oltre ai fermati. Negli stralci di conversazioni pubblicati oggi dal Giornale di Sicilia, ci sono infatti riscontri che indirizzano verso questa supposizione. In una intercettazione due dei fermati, Tomasino e Accetta, parlano con una donna, complice dell’infermiera. I tre definiscono il piani per la finta vaccinazione di uno dei figli del leader no-vax, e fanno riferimenti alla “tariffa”: «Allora ti do una risposta per il 24, però lui si muoverà solo con il dottore… Da solo mai più». E poi: «Ma per la seconda dose a voi Ivana vi aveva detto quattro per tutti?» Tomasino risponde: «Sì, ma amu a niesciri natri 400 euro?». E la donna complice dell’infermiera Lo Brano dà qualche speranza: «Io parlo col dottore…».

LA POSSIBILITÀ DI RISPARMIARE

Inoltre gli inquirenti annotano che in un’altra telefonata intercorsa fra Tomasino e Accetta, il primo avvisa che l‘infermiera Lo Brano e un’altra donna si recheranno al suo negozio, La Casa del Detersivo. Perché, dice, per la finta vaccinazione vorrebbero “cafuddare”. In pratica vorrebbero ottenere per la finta vaccinazione della seconda dose vaccinale un incremento del compenso illecito. Nell’occasione Tomasino accenna ad un altro operatore infedele a cui poter ricorrere. E che era solo una questione di prezzi. «Eh, ragazzi ─ spiega il commerciante ad Accetta ─, la seconda secondo la dobbiamo fare. Però quella mi ha fatto capire che da quella parte ci fa risparmiare, capito? Io sto ascoltando le campane, non so niente Filippo, hai capito?». E quest’ultimo: «Si, ci fa risparmiare… Ma che cosa, non ho capito?».

NELLE INTERCETTAZIONI GIRANO TANTI SOLDI

Il giro di soldi per le false iniezioni è confermato da un altro stralcio di conversazione intercettata. Il figlio dell’infermiera Lo Brano chiede soldi. Gli servono 90 euro per il motorino d’avviamento della macchina, e la Lo Brano prende tempo: «Ora vediamo come va a finire oggi… dovrei ricevere qualche cosina di soldi». In un’altra telefonata della sanitaria con una cognata, inoltre conferma, inoltre, che, con le finte iniezioni, a guadagnarci oltre a lei ci sarebbero altri. «Ivana ─ dice la cognata rivolgendosi alla Lo Brano ─, io quel fatto non lo posso fare. Non lo posso fare… Si era detto 300 euro per tutti e due… Ma, non può essere, io ho altre cose e non so in questo mese di dicembre dove mi devo dividere». L’infermiera risponde: «Io posso fare che… Vediamo quello che mi dice». E la cognata: «Se era magari 300 tutti e due, magari va bene, ma 300 e 300 non può essere, non può essere… Ivana».

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Pippo Maniscalco