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Da ex obeso a oro nel Karate. L’urlo di Busà: «Mamma, ce l’ho fatta”

Luigi Busà, il Gorilla di Avola”, batte l’azero Rafael Aghayev (cinque volte campione del mondo) con il punteggio finale di 1-0, e conquista la medaglia d’oro. Un traguardo giunto all’età di 33 anni nel karate, categoria regina del kumite (75kg). Il successo al Nippon Budokan della capitale giapponese. Busà è già una leggenda mondiale della specialità. Due volte campione del mondo e cinque volte campione europeo, ha vinto nella patria del karate. «Se riuscirò ad esprimere il mio karate, divertendomi, non ce ne sarà per nessuno», aveva detto prima della finale. Ma non è stata una carriera facile quela di Luigi Busà: «Ero un ragazzo obeso, pesavo 94 chili, solo mio padre credeva in me». 

Per l’Italia quella di Busà è la medaglia numero 37 della spedizione italiana a Tokyo 2020, record nazionale per una singola edizione dei Giochi.

La rivalità con Agahyev

Busà ha battuto in finale Agahyev, l’azero da 5 ori mondiali e 11 europei, amico/nemico di Luigi dall’inizio della sua avventura sui tatami di tutto il mondo: «Sarebbe la giusta conclusione per le nostre carriere. Dopo le tante sfide, potremmo definire finalmente chi è il più forte. Non vedo l’ora che arrivi quel momento», aveva detto prima di partire per i Giochi. I due hanno scritto pagine di storia della disciplina contendendosi titoli mondiali ed europei. Se si dovesse fare un paragone calcistico, Luigi e Rafael sarebbero rispettivamente il Cristiano Ronaldo e il Messi del karate: il trionfo della fantasia, della potenza e della tecnica, con incontri che sono entrati nella storia della disciplina e che resteranno per sempre impressi nella mente dei fortunati che li hanno potuti ammirare in azione. La loro eterna sfida trova la sua perfetta conclusione a Tokyo, in queste Olimpiadi che coronano il sogno di una vita.

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Redazione PL