Politica

Elly Schlein a Palermo, il ricordo di Pio La Torre e Rosario Di Salvo: “Caduta di tensione nella lotta alla mafia” | FOTO

La segretaria nazionale del Pd Elly Schlein si è recata stamani a Palermo, dove ha deposto, in via Li Muli, una corona d’alloro davanti alla lapide che ricorda Pio La Torre e il suo autista, Rosario Di Salvo, uccisi 41 anni fa da mano mafiosa.  Presenti, tra gli altri, il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo e il segretario provinciale di Palermo, Rosario Filoramo, il sindaco Roberto Lagalla, il figlio dell’ex segretario, l’ex ministro Giuseppe Provenzano.

C’è una caduta di tensione nella lotta alla mafia – ha dichiarato Elly Schlein -. Sbagliato indebolire il codice degli appalti e alzare il tetto all’uso del contante. Oggi bisogna anche contrastare il lavoro povero e le imprese. Cito Belinguer: “La Torre è stato ucciso perché faceva sul serio””.

“Le semplificazioni che parlano di una mafia sconfitta non ci convincono – ha poi aggiunto -. Oggi commemoriamo due persone impegnate nella lotta alla mafia e nell’impegno per la pace. È una vergogna che dopo mesi il Parlamento non abbia attivato la commissione nazionale antimafia. L’applicazione della legge La Torre ha avuto negli ultimi anni una più blanda applicazione. Ricordare La Torre significa anche assegnare quella metà di beni confiscati all’utilizzo sociale”.

Foto © SALVO ANNALORO

Elly Schlein, la visita in Sicilia all’indomani dell’abbandono di Caterina Chinnici

La segretaria del Pd visiterà nelle prossime ore Ragusa, Siracusa e Catania per un giro elettorale in vista delle elezioni amministrative. Domani parteciperà invece al corteo che si svolgerà a Portella della Ginestra dove, nel 1947, il bandito Salvatore Giuliano e i suoi uomini spararono ai lavoratori che stavano festeggiando il primo maggio, provocando 11 morti e numerosi feriti. 

La visita di Elly Schlein in Sicilia arriva in un momento molto delicato per il Pd sull’isola. Ha suscitato non poco scalpore, infatti, la notizia della defezione di Caterina Chinnici, che pure era stata la candidata del partito, designata dalla coalizione di centrosinistra, durante le ultime elezioni regionali, che hanno infine visto primeggiare Renato Schifani. 

“Basito, incredulo e perfino disgustato”

“Fino a ieri erano soltanto rumors e lo ritenevo stupefacente, solo fantapolitica. Ma oggi, dopo aver letto le sue parole virgolettate, sono basito, incredulo e perfino disgustato”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, ha dichiarato commentando l’intervista di Caterina Chinnici al Corriere della Sera, con cui è stato confermato il passaggio a Forza Italia.

“Apprendere a mezzo stampa di una scelta così complessa e delicata senza prima interloquire direttamente, non dico riservatamente, innanzitutto con il partito che le ha consentito di fare due legislature europee e che l’ha scelta come candidata alla presidenza della Regione siciliana, è innanzitutto una caduta di stile che non mi aspettavo da una persona come Caterina Chinnici, che dell’etica e della correttezza ha sempre fatto un biglietto da visita irrinunciabile”, ha aggiunto.

“In Chinnici la base del partito in Sicilia ha creduto e lo ha dimostrato facendole vincere le primarie. E comprendo la delusione di chi, tra noi dirigenti, militanti e sostenitori, oggi si sente tradito da una scelta simile per approdare poi, non in partito di centro moderato qualunque, ma proprio in quello di Berlusconi, Dell’Utri e D’Alì: il primo indagato a Firenze, gli altri due condannati per reati gravissimi di mafia”.

“Proprio lei, figlia di Rocco, il fondatore del pool antimafia ucciso con una autobomba da Cosa nostra nel partito di chi andava a braccetto con i Graviano – ha concluso Barbagallo -. Proprio lei, che dal PD aveva preteso e ottenuto l’esclusione dalle liste non solo di imputati ma anche degli indagati”.

Foto di Salvo Annaloro

CONTINUA A LEGGERE
Published by
Salvo Annaloro