120 anni di dolce e di amaro: buon compleanno al Palermo

Il Palermo calcio compie oggi 120 anni. L’1novembre del 1900, infatti, Ignazio Majo Pagano, borghese figlio di ricchi proprietari terrieri palermitani, tornato due mesi prima da una lunga permanenza in Inghilterra, costituì la Anglo Panormitan Athletic and Football Club con i colori sociali rosso e blu.

Solo nel 1907 vennero adottati il rosa e nero, colori che rappresentano al meglio gli alti e bassi del club, “rosa come il dolce, nero come l’amaro”. Quasi un presagio l’intuizione avuta da Giuseppe Airoldi, che il 2 febbraio del 1905 invió una lettera a Giosuè Whitaker, per suggerire il cambio dei colori delle maglie, per una società che già allora, nei primi del ‘900, aveva nel suo destino risultati altalenanti.

LA LETTERA

Caro Giosuè,                                                                                                                                        alcuni amici marinai mi hanno fatto osservare che i colori del Vostro Palermo sono sfruttati parecchio. Il Genova ha i Vostri, i nostri colori. Ieri, Michele Pojero era del parere di mister Blak e di Norman di cambiare il rosso e il blu in rosa e nero. Michele dice che i colori sono quelli dell’amaro e del dolce. I Vostri risultati sono alterni come un orologio svizzero. In avvenire, come raccontava Vincenzo Florio al circolo Sport Club di via Mariano Stabile, quando perdete potete bere sempre il suo amaro di colore nero, mentre il rosa potete assaporarlo nel liquore dolce. La mia salute non è più buona e i dolori della vecchiaia sono tanti, perciò affrettatevi a battere le prossime squadre. 

Giuseppe Airoldi

ROSA E NERO

Non ha mai vinto trofei prestigiosi il club siciliano, solo 2-3 coppe Lipton nei primi anni della sua nascita e una coppa Italia di serie C. Nella sua vita il Palermo ne ha calcati di campi polverosi e forse sono più le delusioni vissute dai tifosi che le soddisfazioni, su tutte i fallimenti, soprattutto quelli del 1986 e del 2019. Poi le finali di Coppa Italia, ben 3, perse per un soffio, e il mancato raggiungimento della Champions league all’ultimo respiro nell’era Zamparini. Ciononostante il Palermo ha il suo blasone, grazie alla città importante che rappresenta, ai colori particolari e unici della sua maglia e a Zamparini, che l’ha sí portato purtroppo al fallimento distruggendo la sua immagine agli occhi della città, ma che nel suo decennio di gestione ha dato al club una vetrina internazionale, portando il Palermo in A e in Europa League e facendo passare dal capoluogo siciliano diversi giocatori di livello, come Zauli, Corini e Miccoli, e tanti giovani talenti che poi si rivelarono autentici campioni. Su tutti Cavani, Pastore e Dybala. Ma del recente passato del club non si puó dimenticare il Palermo dei picciotti, che prima dell’avvento di Sensi e di Zamparini fece sognare i tifosi rosanero. Un gruppo formato da tanti giovani e agguerriti palermitani, guidati magistralmente dal tecnico di Mondello Ignazio Arcoleo, che sfioró la promozione in serie A, dando spettacolo in campo, in campionato ma anche in Coppa Italia, dove riuscì a raggiungere i quarti di finale. Arrivato settimo in campionato in quel 1996, nonostante il predominio della prima parte del torneo, i picciotti, privati di Berti, Iachini e Scarafoni, ci riprovarono l’anno seguente; ma questa volta il miracolo non si ripetè, anzi, il club di Giovanni Ferrara collezionó due retrocessioni consecutive, dalla B alla C1 e dalla C1 alla C2, anche se quest’ultima gli venne risparmiata grazie ad un ripescaggio. 

Storie, che nonostante siano intrise di ricordi un po’ dolci e un po’ amari, restano indelebili nelle menti di chi ama masochisticamente e perdutamente questi colori. 120 anni di passione e di calci ad un pallone, tra biciclette alla Chimenti, tuffi di testa alla Troja, dribbling ubriacanti alla Montesano, punizioni alla De Stefanis e alla Biffi, sforbiciate in zona Cesarini alla Nuccio, incursioni alla velocità della luce di Caterino e Vasari, pennellate alla Modica, alla Corini e alla Zauli, mani alle orecchie di Toni, tunnel e colpi di tacco alla Pastore, alla Cavani, alla Ilicic e alla Miccoli e tanto altro ancora. Momenti che non si dimenticano, come la notte dei 25 mila a Roma, il rigore sbagliato dal Messina con Vittorio Torino ad Avellino e la serie B dell’ultimo minuto, le vittorie consecutive contro la Juventus, i gol di Amauri a Firenze, il 3 a 0 dei Picciotti contro il blasonato Parma in coppa Italia, la gara con la Triestina, le radiocronache di Giuseppe D’Agostino, la lettura delle formazioni di Caterina, Palermo tutta imbandierata e colorata di rosanero, lo stadio Renzo Barbera pieno come un uovo, il gol di Maniero col gluteo, il cucchiaio di Zauli, le trasferte europee…

Magie che, nonostante gli incubi vissuti negli ultimi anni, Palermo aspetta e sogna di rivivere nuovamente. Presto. Auguri Palermo, buon compleanno

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