Salute e Famiglia

Credeva di non poter diventare mamma, donna sterile dà alla luce il suo primo figlio

In Italia almeno il 15% delle donne soffre di infertilità, secondo l’Istituto Superiore di Sanità il nostro è uno dei tassi di fertilità più bassi d’Europa.

Avere dei figli, per donne infertili, rappresenta una vera e propria sfida. Alcune volte le storie di queste donne però non hanno un lieto fine altre invece  riescono ad assaporare la gioia della maternità.

Sterile a causa di una malattia genetica riesce a diventare mamma: “Credevo non ci fosse alcuna possibilità”

È il caso di questa donna di 32 anni torinese, che, a causa della sindrome genetica di Alstrom da cui è affetta pensava di non poter minimamente avere figli. Ma grazie ai medici dell’ospedale e della Città della Salute di Torino e ad un lungo processo di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) è riuscita a diventare mamma per la prima volta dando alla luce il suo bambino.

Sono diventata mamma quando credevo non ci fosse alcuna possibilità” ha raccontato la neomamma.

A raccontare la sua storia il medico specializzato che da tempo seguiva la donna, il Dott. Giovanni La Valle: “Ancora un parto che ha del miracoloso. Un primo caso al mondo che ha permesso ad una donna affetta da una rarissima Sindrome di essere seguita nel tempo dai nostri professionisti e di poter mettere al mondo con successo un bel maschietto sano”.

La paziente nel suo percorso di trattamento si è sottoposta a stimolazione ovarica, recupero chirurgico degli ovociti, ICSI e diagnosi genetica preimpianto rivolta alla ricerca di eventuali alterazioni del numero di cromosomi degli embrioni. Una volta ottenuto il risultato delle indagini genetiche, è stato eseguito il trasferimento in utero di un singolo embrione che ha dato esito alla gravidanza” ha spiegato l’equipe medica della Città della Salute di Torino.

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L’importanza della collaborazione tra i reparti

Di fondamentale importanza è stata la collaborazione tra l’equipe di PMA e gli ambulatori di gravidanze a rischio e di Neonatologia universitaria. A poche settimane dal termine previsto la donna ha avuto un peggioramento delle funzioni cardiovascolari e metaboliche che ha indotto i medici a procedere con un parto cesareo. Mamma e neonato entrambi in ottime condizioni sono rientrati a casa dopo qualche giorno.

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Published by
Roberta Rizzo