Per il mercato ortofrutticolo chiusura e verifiche: rischio per 700

Lo scaro chiude fino a quando non sarà possibile  ripartire in sicurezza. Per questo occorrono verifiche, sanificazioni e disinfestazioni. L’inevitabile decisione che ha portato alla chiusura è scattata dopo che l’amministrazione è stata informata che tre addetti erano risultati positivi al coronavirus. Solo uno di loro, il proprietario di uno stand, ha manifestato sintomi, mentre gli altri due sono risultati asintomatici. I loro compagni di lavoro ed i familiari devono stare in isolamento fiduciario per 14 giorni, ma è scattata anche la caccia per trovare  e identificare tutti coloro che hanno avuto a che fare con i tre contagiati. Per questo l’assessore alle Attività produttive, Leopoldo Piampiano, ha chiesto alla Sispi, la società comunale che gestisce il sistema di accreditamento giornaliero degli ingressi, se dispone dell’elenco di tutti coloro che negli ultimi 15 giorni hanno avuto accesso al mercato ortofrutticolo. Dovrebbero essere circa 700, e potrebbero essere sottoposti ai necessari controlli dell’Asp. Di sicuro, comunque,  al momento le verifiche sono previste solo per gli impiegati del Comune che prestano servizio all’interno del mercato.

DANNO ECONOMICO

Il mercato, di fatto, chiuderà  domani, perché sabato ha osservato il giorno di chiusura settimanale. Si fermerà proprio di lunedì, il primo giorno della settimana, quando di solito avviene il maggior numero di approvvigionamenti. Per domani era previsto infatti  l’arrivo di 15 autoarticolati, ciascuno dei quali trasporta almeno 25 pedane di frutta, pesanti almeno 700 chili. In totale quindi circa 3 milioni di chili, che si sta cercando di bloccare prima che partano. Di sicuro un pesante contraccolpo economico per i commercianti che gravitano attorno alla struttura, un disastro, dice qualcuno. Perché temono di rimanere prigionieri della burocrazia.

TAMPONI PER TUTTI

Per accelerare con tempi più veloci il ritorno alla normale attività, se sarà approvata dalle autorità sanitarie si sta valutando  la possibilità di fare effettuare tamponi  o esami sierologici a tutti i lavoratori privati del mercato ortofrutticolo. I costi sarebbero a carico dei datori di lavoro. Qualcuno lo ha già fatto e solo così è stato possibile   scoprire i tre casi di positività concentrati in un solo stand. Appena in tempo per evitare che questo piccolo focolaio potesse pericolosamente espandersi in tutto lo scaro.

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Pippo Maniscalco