Mai tanti contagi a Palermo e provincia, ma anche in Sicilia ci sono dati allarmanti

Ieri in Sicilia  i nuovi casi di Covid-19 sono stati 163. Non è il dato più alto in assoluto, ma poco ci manca. Il 18 settembre i contagi registrati  furono 179, ma in quel numero erano compresi 60 migranti ospitati a Lampedusa. Per trovare un altro numero più alto di quello registrato ieri, occorre andare al 26 marzo, quando la pandemia dilagava. Quel giorno ci furono 170 positivi. Ma in quei casi la distribuzione dei contagi nell’isola era diversa: allora era la provincia di Catania la più colpita, e  Palermo e la sua provincia sembravano invece essere quasi immuni: I casi di coronavirus si contavano con le dita di una mano.

A SETTEMBRE PALERMO LA PIÙ COLPITA

Invece nell’ultimo mese Palermo nei bollettini giornalieri risulta la provincia più colpita. Come è successo anche ieri, con 92 contagi. Tanti, considerando che a Catania e Siracusa ne sono stati registrati 24, a Trapani 12, 5 a Messina, 4 a Caltanissetta, solo 1 ad Agrigento e Ragusa e nessuno a Enna. Includendo gli ultimi 92 casi, il totale degli ammalati da coronavirus nel capoluogo siciliano e  provincia ha raggiunto quota 1849.

TANTI FOCOLAI

C’era da aspettarselo, considerando l’andamento dei focolai che si sono riscontrati a Palermo città e in tutta la provincia. Oltre che nel capoluogo, il coronavirus è presente a Bagheria e in tutto il suo distretto, che comprende Altavilla Milicia, Casteldaccia, Santa Flavia e Ficarazzi. Ma ci sono focolai anche a San Giuseppe Jato, Villafrati e Corleone. La speranza è che il decreto del presidente della Regione Musumeci,  che entra in vigore proprio oggi, 30 settembre ed avrà efficacia fino al 30 ottobre, riesca ad arginare questa allarmante impennata di contagi nell’isola e nel palermitano.

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Pippo Maniscalco