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“Connessioni culinarie”, amicizia, sostenibilità e visione in cucina: l’evento all’Osteria Il Moro

Connessioni culinarie, si è chiamato così l’evento che si è svolto lo scorso fine settimana al ristorante Osteria Il Moro di Trapani. Che ha messo in connessione idee, visioni comuni su una cucina sostenibile, stili e tecniche personali e materie prime d’eccellenza. Protagonisti due chef: Carmelo Trentacosti del ristorante Mec di Palermo (1 stella Michelin) e Nicola Bandi, patron di Osteria Il Moro, insieme al fratello Enzo Bandi.

Un evento che nasce dal sentimento nobile dell’amicizia, da una promessa di cucinare insieme per divertirsi. E così è stato. In scena i piatti creati hanno raccontato una visione comune legata alle tradizioni, ai ricordi, ma completamente moderna, capace di orientarsi alla salvaguardia ambientale, alla sostenibilità.

Lo chef Bandi e lo chef Trentacosti

A cominciare dall’entrée di benvenuto “tradizioni di Sicilia”, un trionfo di sapori che spaziano dal pane cunzatu a forma di pomodoro, al cioccolatino con ripieno di caponata, per finire con l’oliva cunzata dello chef Bandi.

Un piatto dal perfetto rigore estetico e testimone della cucina anti-spreco è Fermento, dello chef  Trentacosti, zucca rossa, riso, aglio nero fermentato: nessuna parte della zucca viene sprecata; al palato un equilibrio di sapori e consistenze perfetto. Per chi ama la zucca è un modo sublime di assaporarla come non si è mai fatto, soprattutto in autunno. La stagionalità accompagna anche il secondo antipasto, Come una capasanta in autunno, dello chef Bandi: capasanta di calamaro, zabaione ai funghi porcini, pralinato di porcini e nocciole, alga wakame. Stupisce alla vista, ma soprattutto al palato, per la consistenza, il boccone della finta capasanta che viene avvolta da sapori e profumi di stagione.

Un bell’esempio di cucina solidale e sostenibile è il primo “Insolita Marea di Trentacosti, un omaggio ai pescatori veneziani, invasi dal granchio blu. Lo chef che ha anche lavorato a Venezia lo utilizza nel suo piatto, per supportare i pescatori ma il risultato nella sua pasta mista è strepitoso. Nel piatto una trilogia di pasta, provola affumicata e zuppa di granchio blu. Gusto e armonia si fondono ad ogni cucchiaio, coccolando il palato. Un piatto che si fa ricordare.

Ottimi i secondi; si parte dalla Triglia alla trapanese dello chef Bandi, farcita con bavarese di pesto alla trapanese, fondo di triglia e acqua di pesto trapanese. Croccantezza, freschezza, gusto, equilibrio. Un omaggio, rivisitato in chiave moderna, alla città di origine dello chef, un piatto che profuma di mare e che mette in evidenza la crescita dello chef, entrato nella guida Michelin dallo scorso anno. Ultimo dei secondi “Bianco coniglio”, di Trentacosti: falsomagro di coniglio, carotina baby all’ortica e salsa al pepe verde. Cottura perfetta. I piatti di Trentacosti mostrano un rigore e la grande abilità dello chef nel trattare la materia prima, restituendo al commensale il piacere della sorpresa anche davanti ad un piatto che affonda le radici nella tradizione. Chiude lo chef Bandi con il dessert, curato dalla pastry chef Carla Irimia, pera mandorla e caramello. Un elegante chiusura, che coniuga freschezza, profumi e delicatezza, per sublimare un’esperienza fuori dal comune.

Le Connessioni Culinarie

Dalle Connessioni Culinarie è emersa l’amicizia anche nel percorso gourmet, data da un’intesa perfetta piatto dopo piatto. Tra tecniche diverse ma non lontane, nella visione, nel rispetto, nell’eleganza ed infine nella sensibilità emotiva, ciò che è arrivato al commensale è il ricordo di un’esperienza gastronomica autentica.

In abbinamento ai piatti i vini di Cantine di Nessuno, una cantina etnea di nicchia del versante Sud Est dell’Etna, che ha permesso di spaziare dal Metodo Classico Apum, Blanc de Noir da Nerello Mascalese, 48 mesi sui lieviti, al Carricante Milice Etna Bianco Doc 2019 del sud est, coltivato su vecchi alberelli centenari su Monte Ilice, un bianco elegante, morbido e di grande intensità olfattiva. In scena anche il Doc Etna Bianco Superiore Milus 2020 da Milo, capace di distinguersi per l’elegante acidità al palato e, infine, Etna Doc Milice Rosso 2017, Nerrello Mascalese in purezza, che coniuga complessità olfattiva e finezza, con un sorso pieno e vellutato grazie alla trama tannica addolcita dal tempo. Un’esperienza che ha lasciato la voglia di un ritorno alla “Connessioni Culinarie”.

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Redazione PL