Cronaca di Palermo

Condanna all’oratorio e i bimbi rumorosi, Lagalla: “Sì alla colletta, metto i primi 1.000 euro”

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, dice la sua sulla condanna da 45mila alla parrocchia perché i bimbi dell’oratorio facevano troppo rumore. “Prendo atto con il massimo rispetto della sentenza emessa dal Tribunale di Palermo in merito alla vicenda che ha coinvolto la parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù e i residenti di via Filippo Parlatore. In uno Stato di diritto le decisioni della magistratura si rispettano sempre e vanno attuate senza ambiguità“, inizia così la nota del primo cittadino palermtano.

Allo stesso modo, ritengo doveroso riconoscere e comprendere le ragioni dei cittadini che si sono rivolti alla giustizia per tutelare un diritto fondamentale come quello alla quiete e alla salute – prosegue Lagalla- Il disagio da loro vissuto, riconosciuto anche sotto il profilo non patrimoniale, non può e non deve essere minimizzato”. La sentenza firmata dal giudice Filippo Lo Presti ha chiuso il caso non con poche polemiche. La chiesa palermitana è stata condannata a pagare i gli abitanti della via Filippo Parlatore per i rumori provenienti dai cortili affollati di bambini che giocavano.

Il contenzioso ha origine nel 2015, quando i residenti iniziano a segnalare un disturbo costante per le attività dei bambini nel cortile: in particolare dalle 16 alle 20 nei giorni feriali e fino a mezzanotte nei fine settimana. Nel 2019, una prima decisione del tribunale aveva tentato di regolamentare la convivenza imponendo orari rigorosi, l’uso di protezioni in gommapiuma sui muri per attutire i rimbombi e la restrizione di usare solo il Supersantos, noto per la sua leggerezza, al fine di ridurre l’impatto acustico. Gli accorgimenti, tuttavia, sono stati ritenuti insufficienti o non pienamente risolutivi dai ricorrenti, documentati da perizie tecniche e testimonianze cliniche, arrivando a produrre in giudizio fatture di psicoterapeuti e prescrizioni di farmaci antidepressivi.

Lagalla: “Metto io i primi 1.000 euro”

Questa vicenda interroga profondamente tutta la nostra comunità. Gli oratori rappresentano da sempre un presidio educativo, sociale e umano di valore inestimabile. Il gioco non è solo rumore: è crescita, prevenzione del disagio, inclusione, relazione– Lagalla aggiunge nella sua nota – Difendere il diritto alla quiete non può significare considerare il gioco dei bambini un problema, ma piuttosto impegnarsi tutti affinché diritti diversi possano convivere in modo equilibrato. Per queste ragioni, nel pieno rispetto della sentenza e delle persone coinvolte, sento il dovere di lanciare una proposta che ha un valore simbolico ma anche concreto: promuovere una colletta per contribuire al pagamento del risarcimento stabilito dal Tribunale. Un gesto di responsabilità collettiva e di solidarietà verso uno spazio educativo che appartiene, di fatto, all’intera città”.

Per ribadire quanto riteniamo importanti gli oratori e, più in generale, i luoghi di crescita e socialità per i più piccoli, confermo al Parroco, a titolo personale, la mia disponibilità a partecipare a questa iniziativa, offrendogli i primi mille euro, con l’auspicio che anche amministratori comunali, consiglieri, istituzioni, associazioni e singoli cittadini possano aderire liberamente. Ove non si sia riusciti a trovare un percorso condiviso per portare avanti le attività dell’oratorio, ribadisco inoltre la disponibilità del Comune a favorire un confronto serio e costruttivo tra la parrocchia, i residenti e le istituzioni competenti”, conclude il sindaco di Palermo.

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Redazione PL