No Comune a Mirri per la trasformazione della Centrale dell’Enel in Ostello bello

Esattamente un anno fa, Dario Mirri, il patron del Palermo calcio e dg della Damir srl, in una intervista concessa a “Il  Sole  24 ore”, aveva parlato del suo ingresso nel mondo del calcio, con l’investimento fatto tramite la  sua Hera Hora srl,  assieme all’imprenditore  Tony Di Piazza, il socio americano. In quella occasione, parlando dei suoi progetti, Mirri  aveva annunciato anche l’acquisto della vecchia Centrale Enel, dismessa da tempo. Un edificio storico palermitano che si trova a ridosso dell’area portuale. «Sì, è vero ─ aveva confermato Mirri al giornalista che gli aveva fatto una domanda in proposito ─. Era da vent’anni in vendita, ma nessuno lo ha fatto, nessuno ha sollecitato una gara. Hanno organizzato una gara pubblica,  abbiamo partecipato e abbiamo vinto».  E aveva anche spiegato cosa intendeva farne: «Carlo Alberto Dalla Chiesa, primo nipote del generale, ha progettato con dei soci un format nuovo per l’accoglienza, che si chiama “Ostello Bello”. L’idea è quella di fare anche a Palermo un ostello della gioventù 2.0 e che realizzeremo nei prossimi mesi. Con un investimento intorno ai cinque milioni».

NO DEGLI UFFICI COMUNALI ALLA RICHIESTA DI LICENZA PER “OSTELLO BELLO”

Per la realizzazione del progetto di trasformazione, Dario Mirri come proprietario dell’immobile e Carlo Alberto Dalla Chiesa junior come socio fondatore del nuovo format,  hanno presentato negli uffici comunali la richiesta per potere ottenere la necessaria licenza in deroga al piano regolatore. Come riporta La Repubblica oggi, la risposta è stata negativa, perché per averla  occorre una precisa delibera del Consiglio comunale. Per risolvere il problema il sindaco  Orlando ha proposto  un atto di indirizzo della giunta, per spingere il Consiglio comunale, l’organo che può approvare varianti urbanistiche, a trovare una soluzione. «La giunta — ha detto Orlando — non può entrare nel merito di provvedimenti tecnici di assenso o diniego di autorizzazioni. Ma può approvare un atto di indirizzo e proporrà al Consiglio di valutare delle varianti che rendano possibili, in sintonia con le linee guida del nuovo piano regolatore, gli interventi proposti. L’amministrazione sta infatti elaborando il nuovo piano regolatore,  che attualmente è al vaglio degli organi regionali».

DISAPPUNTO DELL’ANCE

Il comprensibile disappunto di Mirri è stato supportato dall”Ance Palermo, che dopo il no a Ostello Bello, ha paventato una perdita di 10 milioni di euro per la città.E si è appellata all’articolo 14 del Testo unico dell’edilizia, che consentirebbe, con una delibera del Consiglio, di costruire in deroga al piano regolatore. È intervenuto anche il presidente della commissione Attività produttive, Ottavio Zacco, che ha detto: «Stiamo convocando gli uffici e tutte le parti in causa, imprenditori compresi. L’opzione di una variante al piano regolatore è ragionevole, ma dobbiamo capire qual è la strada migliore da percorrere, per evitare un nuovo caso Decathlon».

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Pippo Maniscalco