Catania, ristorante in crisi per il Covid-19 finito nella rete degli usurai: un arresto

Il Coronavirus non ha portato in Italia e nel mondo soltanti contagi e morte. Il suo avvento, purtroppo, si è trascinato con sé una diffusa crisi economica che ha colpito tutti gli italiani ferendo, maggiormente, diverse categorie di lavoratori. Una di queste, ovviamente, è quella dei ristoratori. A Catania, in Sicilia, un ristorante è terminato nelle mani degli strozzini per colpa del Covid-19: per non chiudere, con gli incassi minimi registrati, il proprietario ha chiesto un prestito di 3.500€. La somma gli è stata accordata ma a quest’ultima è stato applicato un tasso abnorme del 120%. Gli usurai stanno approfittando, certamente, di questo periodo di crisi generalizzata per incrementare, in modo criminale, i loro guadagni.

USURA A CATANIA: ARRESTATA UNA PERSONA

È stato arrestato Luigi Celi, 33enne, con l’accusa di usura, reato aggravato dal metodo mafioso e perché commesso nei confronti di un imprenditore in ginocchio per l’emergenza Coronavirus. Il fermato aveva prestato una somma di denaro pari a 3.500€ con un tasso del 120% ad un ristoratore attanagliato dalla crisi economica portata dal periodo dominato dalla malattia virale. Il calo degli incassi, infatti, aveva portato sul lastrico l’imprenditore e l’usuraio, arrestato dalla Guardia di Finanza, aveva approfittato della situazione. L’uomo è stato arrestato dopo avere incassato una “rata” del prestito da parte della vittima.

Dopo la perquisizione della sua abitazione, gli agenti hanno trovato mille euro in contanti, vari documenti con la contabilità in nero relativi ai prestiti e, quindi, all’usura, e diversi pizzini. Inoltre, la Procura contesta a Celi, sottoposto a sorveglianza speciale, frequentazioni con esponenti della famiglie mafiose Santapaola-Ercolano. 

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Andrea Mari