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Cantieri, ristoranti e attività, controlli a Palermo e provincia: scattano le multe

Con l’avvento dell’anno nuovo proseguono i controlli del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Palermo in sinergia con l’Arma territoriale, per verificare il rispetto delle normative giuslavoristiche e l’applicazione delle leggi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nei primi giorni dell’anno, nei comuni di Palermo Campofelice di Roccella, Trabia, Bompietro, Alimena, Alia, Terrasini, Partinico, Montelepre e Petralia sottana, sono stati sottoposti a controllo cantieri edili, ristoranti, attività commerciali e comunità alloggio per anziani, riscontrando, nella maggior parte dei casi, irregolarità di natura amministrativa e/o penale.

In particolare, sono finite sotto la lente d’ingrandimento dieci aziende di cui quattro operanti nel settore edile, tutte sanzionate, per gravi violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro (mancata predisposizione del documento valutazione rischi, mancata nomina del responsabile del servizio di protezione e prevenzione, omessa sorveglianza sanitaria e formazione dei lavoratori, mancata predisposizione del Piano Operativo di Sicurezza, mancata adozione di protezione alla caduta dall’alto, mancata fornitura Dispositivi di Protezione Individuale contro la caduta dall’alto) e sia per l’utilizzo di impianti di videosorveglianza per il controllo dei lavoratori a distanza senza autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

I lavoratori controllati sono stati 33 e solamente due sono risultati “in nero”. “Quest’ultima condizione avvalora come i continui controlli e presenza sul territorio degli organi di vigilanza, fa sì che i datori di lavoro si adeguino alla normativa lavoristica, denunciando l’assunzione dei propri dipendenti ed evitando così di occupare personale ‘in nero’ – dicono dai carabinieri -. Di contro, non migliorano le condizioni di sicurezza a cui i lavoratori devono sottostare, denotando una minore sensibilità da parte dei datori di lavoro a quelle che sono le più elementari condizioni di sicurezza nell’ambito lavorativo, credendo che il costo sia maggiore del beneficio”.

I controlli hanno permesso di adottare cinque provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale ai sensi dell’art. 14 del d.lgs. 81/2008 nei confronti di altrettante aziende, revocati a seguito del pagamento della sanzione amministrativa prevista e al ripristino delle condizioni di sicurezza, a comminare sanzioni amministrative pari a € 41.600,00 e contestare ammende pari a € 47.436,53.

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Redazione PL