Economia

Banche in fuga: oltre a filiali e sportelli, scompariranno pure i Bancomat?

Il fenomeno della chiusura delle filiali e sportelli bancari, che prosegue da almeno un decennio, ha reso sempre più ostico e complicato prelevare contante. In special modo nei Comuni più piccoli o isolati della Penisola. È una situazione che crea non pochi problemi, soprattutto alle persone più anziane e fragili che in molti casi appunto non si trovano più né la banca sotto casa né tanto meno un bancomat. Il problema sembrava poter essere arginato con l’introduzione e il diffondersi degli Atm, ossia gli sportelli automatici che negli ultimi anni sono stati realizzati all’interno di centri commerciali, supermercati e altri luoghi pubblici. Ma l’inizio della pandemia è coinciso con un ridimensionamento anche del numero degli sportelli automatici. Cosa che si sta ripercuotendo sia sulle fasce più deboli della popolazione, sui milioni di cittadini che vivono in piccoli o piccolissimi centri abitati. Una recente analisi di Bankitalia, rielaborata dal sindacato Uilca, dimostra che dal 2016 al 2020 i Comuni italiani che non hanno più nemmeno uno sportello bancomat sono 2.800, cioè il 9,2% in meno rispetto a fine 2015.

INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO

Questa delicata questione è arrivata finanche in Parlamento, dove Donatella Legnaioli, deputata della Lega, ha presentato un’interrogazione con risposta scritta al ministro dell’Economia, Daniele Franco. Che ha spiegato così: «Duemilaottocento Comuni sono senza Bancomat. Cala il numero di filiali e di sportelli automatici collocati sia all’interno (da 34.686 a 34.204) sia al di fuori (da 6.672 a 6.258). E aumentano i disagi per i consumatori invece aumentano. Dal 2016 al 2020 gli Atm ─ ha precisato l’esponente leghista ─ sono diminuiti del 6,9%, da 36.754 a 34.204 unità. Le filiali invece del 19,1%, da 29.039 a 23.480. Bene ha fatto l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ad avviare un’istruttoria nei confronti di Bancomat Spa, che intende introdurre commissioni più gravose per i consumatori nei prelievi di circolarità». L’obiettivo della deputata del Carroccio è quello di «sollecitare contromisure in grado di garantire un servizio essenziale, specie in un periodo di emergenza pandemica non ancora superata».

IL FUTURO DEGLI ATM

C’è da dire che il futuro punta dritto e veloce verso il digitale. L’operazione governativa come il “cashback” aveva appunto l’obiettivo di ridurre il contante. Allineando l’Italia al resto dei Paesi Ue. Vero è che per le banche la gestione del contante è ormai diventata un’attività poco remunerativa. Ma è pur vero che in Italia i pagamenti “in contanti” per il momento restano elevati e quindi la riduzione degli Atm può diventare un problema. A cui occorre dare una rapida risposta, Specie se c’è anche chi, come Bancomat Spa che gestisce l’omonimo circuito, ha ipotizzato un aumento del costo delle commissioni per il consumatore nei prelievi in circolarità. Ossia quegli sportelli in cui a gestire l’Atm da cui si effettuano i prelievi è un istituto diverso da quello che ha emesso la carta. Mossa su cui l’Antitrust ha già aperto un’istruttoria.

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Pippo Maniscalco