Dall'Italia

L’avvocatessa che difendeva le donne maltrattate uccisa dal suo ex

Martina Scialdone, avvocatessa di 34 anni, di Roma, cercava da mesi di chiudere una storia lunga e intensa che la legava a Costantino Bonaiuti, 61enne e ingegnere dell’Enav.  Per questo la coppia era andata a cena in un ristorante via Amelia, all’Appio Latino. Un appuntamento che doveva essere un incontro per ribadire la fine della loro relazione. Ma evidentemente non per il Bonaiuti, da tempo malato di cancro, che non si rassegnava a quella fine.

L’omicidio fuori dal ristorante

Durante la cena i toni si sono alzati più volte. Per questo Martina, preoccupata, è andata in bagno con il cellulare, chiedendo aiuto al fratello Lorenzo. Ma poi la situazione è precipitata, e la coppia è stata invitata a uscire dal ristorante. Non appena fuori la discussione si è riaccesa, e Bonaiuti ha estratto la pistola. Mentre Martina cercava di allontanarsi è partito il colpo, e un proiettile l’ha centrata al petto. Proprio mentre arrivava suo fratello, che aveva raccolto il suo “sos”. Una questione di istanti: ma per la 34enne era già troppo tardi. Lorenzo non ha potuto far altro che abbracciarla mentre gli moriva tra le braccia.

L’assassino arrestato poco dopo

Nel frattempo il suo assassino è salito in auto ed è tornato a casa. Ai poliziotti subito intervenuti i testimoni hanno riferito la scena a cui hanno appena assistito, e insieme al fratello Lorenzo hanno fornito gli elementi determinanti per stanare l’assassino. All’una del mattino, le auto del reparto Volanti hanno circondano la palazzina di via Monte Grimano, a Fidene Colle Salario, dove c’era l’abitazione di Costantino Bonaiuti e lo hanno arrestato.

L’avvocatessa che si occupava di donne vittime di violenza

Martina Scialdone lavorava in uno studio legale di Roma, ai Parioli. Lo studio effettua servizi di consulenza ed assistenza legale di tipo sia giudiziale che stragiudiziale nei principali settori del diritto d’impresa ed in particolare del diritto di famiglia. Uno dei colleghi ha detto: «Martina lavorava con noi da quattro-cinque anni, era una ragazza sempre con il sorriso. L’ho salutata ieri sera andando via, nulla che lasciasse immaginare quello sarebbe accaduto qualche ora dopo. Nnon ci aveva mai parlato di problemi personali. Nel nostro studio si occupava di diritto di famiglia e tante volte si era trovata ad affrontare storie di donne vittime di violenza».

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Redazione PL