Economia

Avviso 22, rappresentante tirocinanti: “Siamo pronti ad agire legalmente”

Tutti i tirocinanti dell‘avviso 22 che avevano le carte in regola sono stati già pagati dall’aprile di quest’anno. Gli altri chiamati o direttamente o attraverso gli Enti che li hanno ospitati, con un grandissimo lavoro da parte dei funzionari regionali e grandi difficoltà da risolvere“. È quanto affermato dall’Assessore Regionale al lavoro e alla famiglia e alle politiche sociali della Regione Siciliana, Antonio Scavone.

Purtroppo – ha proseguito – fu un avviso che partì molto prima di questo Governo, molto farraginoso nei passaggi. I datori di lavoro, in alcuni casi, hanno anche interrotto le assicurazioni a causa del covid e questo ha impedito il pagamento.”

La risposta alle dichiarazioni di Scavone non si è fatta attendere, ed è arrivata per bocca di Oreste Lauria, portavoce dei tirocinanti dell’avviso 22. “L’Assessore dichiara candidamente che la colpa di questo assurdo ritardo nei pagamenti sia da imputare al sistema farraginoso, agli Enti che hanno reclutato i tirocinanti, alla documentazione mancante, ai Centri per l’impiego, al Covid. Insomma, manca solo l’invasione di locuste e cavallette e poi ci sono tutti. Quindi le colpe non sono da addossare alla Regione Siciliana”, afferma ironicamente Lauria.

È chiaro quindi – procede – che siamo di fronte all’ennesimo scaricabarile da parte dell’Assessorato, che avrebbe dovuto controllare a priori le pratiche del tirocinio ed indicare con precisione i passaggi per tempo, sia sulla sospensione Covid che sulla riattivazione dello stesso tirocinio. Basta con le scuse, siamo davvero esausti di aspettare.

“NON VOGLIAMO ALIBI”

Vogliamo che il Parlamento regionale intervenga per tutelare i nostri diritti di lavoratori, e che il Governo regionale assuma una netta presa di posizione – tuona Lauria in rappresentanza di tutti i tirocinanti-. Non è possibile lavorare ed aspettare invano di essere pagati. Non vogliamo scuse o alibi, ma soluzioni definitive. Vogliamo ciò che ci spetta di diritto.

Intanto, il dirigente generale Capo dipartimento al lavoro regionale Gaetano Sciacca dichiara l’impossibilità di esitare pratiche non idonee con la documentazione, perché si potrebbe incappare in azioni legali da parte della comunità europea. “E allora – si chiede Lauria – a chi spettava vigilare sulla documentazione? Agli enti promotori, ai centri per l’impiego oppure alla Regione Siciliana?

Se molti di questi tirocinanti non verranno pagati per delle anomalie riscontrate – conclude il rappresentante – saremo pronti a fare un’azione legale per accertare le eventuali responsabilità sia della regione Siciliana sia di chi ha nello specifico commesso errori nella fase istruttoria delle pratiche.

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Redazione PL