I familiari degli assassini di Willy: «In fin dei conti hanno ucciso solo un immigrato…»

«In fin dei conti cosa hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario». Questa è la frase choc che alcuni testimoni affermano sia stata pronunciata da uno dei familiari dei quattro picchiatori che a Colleferro, in provincia di Roma, hanno ucciso con calci e pugni un ragazzo di 21 anni. Si chiamava Willy Monteiro Duarte, ed era originario di Capo Verde, un isola situata in un arcipelago al largo della costa occidentale dell’Africa.

FORSE PER UN LIKE DI TROPPO AD UNA RAGAZZA

Il ragazzo è stato brutalmente aggredito e picchiato funo alla morte nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre nelle vicinanze di Piazza Italia, in piena zona movida di Colleferro, nella zona sud di Roma. Secondo quanto è stato ricostruito dagli investigatori, Willy non sarebbe stato il bersaglio dei quattro assassini, ma sarebbe stato pestato a sangue fino alla morte perché aveva osato mettersi in mezzo e difendere un suo ex compagno di scuola, che, forse perché aveva un like di troppo nel profilo Instagram di una ragazza del gruppo rivale. Il ragazzo  si è solo trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato, e non ha voltato la faccia quando si è accorto che un giovane che conosceva era stato aggredito da più persone. Il pestaggio è durato 20 minuti, poi Willy è caduto al suolo, ormai in fin di vita. Ma, nonostante le sue condizioni, la furia omicida non si è fermata e il ragazzo è stato colpito più volte, a turno, anche se ormai si trovava inerme sull’asfalto.

ARRESTATI NEL BISTROT DI FAMIGLIA

Poco prima delle 5, il gruppoè stato  identificato, bloccato nel bistrot della famiglia Bianchi ad Artena, e, portato in caserma, è stato accusato di omicidio preterintenzionale. Sono Mario Pincarelli di 22 anni, Francesco Belleggia di anni 23, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, rispettivamente di 24 e 26 anni. più un quinto amico, che per il momento risulta solo indagato. I fratelli Bianchi prima dell’arresto hanno trovato anche il tempo di postare un video ironico su Facebook, come se nulla fosse accaduto. Per uno dei quattro, ma ancora non è stato reso noto di chi si tratti, verrà mutato il capo di imputazione: da omicidio preterintenzionale a volontario

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Pippo Maniscalco