Cronaca di Palermo

VIDEO | Bosco bruciato e sorgente a rischio, ecco cosa rimane della Moarda di Altofonte

Era il 30 agosto del 2020 quando il bosco della Moarda, polmone verde che sormonta il comune di Altofonte, diventò teatro di uno degli incendi più maestosi della scorsa estate. Le fiamme hanno continuato a bruciare alberi e flora circostante per diversi giorni. Il bilancio parla complessivamente di seicento ettari di foresta andati in fumo, con conseguenti danni inestimabili all’ecosistema.

Durante quella torrida notte, il fuoco minacciò decine di case, costrigendo il sindaco Angela De Luca ad una evacuazione d’emergenza. Le immagini fecero il giro d’Italia, con le istituzioni che rimasero inermi di fronte alla tragedia ambientale causata da criminali ancora oggi senza un nome.

Il tutto in una regione, come la Sicilia, che detiene il secondo indice più basso di copertura forestale a livello nazionale. Al contempo l’isola è tra le prime regioni per numero ed estensione degli incendi.

COSA E’ RIMASTO DELLA MOARDA?

Lo stato attuale del bosco della Moarda

Siamo tornati sui luoghi in cui si consumò quel massacro naturalistico. Il sottobosco risulta compromesso. Gli alberi, una volta sempreverdi, ad oggi conservano soltanto foglie bruciate e legno arso dalla furia delle fiamme.

Al danno, rappresentanto dall’incendio e dalla ferita che ha lacerato il bosco di Altofonte, si è unita anche la beffa, anzi due: il rischio idrogeologico e la desertificazione della foresta. Da un lato, infatti, la carenza di arbusti contribuisce ad una mancata rigenerazione delle piante del sottobosco, dall’altro mette a rischio la rigenerazione delle acque della sorgente di Altofonte.

Il termine Moarda deriva dall’arabo e si potrebbe tradurre in italiano come “zampillante d’acqua”. Da ciò si può già comprendere lo stretto legame che esiste fra gli equilibri naturali della foresta e la rigenerazione delle falde acquifere della zona. Niente foresta può voler dire, almeno nel lungo periodo, niente acqua.

IL RICORDO DEL SINDACO ANGELA DE LUCA

Incendio alla Moarda di Altofonte – 30/08/2020

A poco più di quattro mesi da quel terribile incendio, il sindaco di Altofonte Angela De Luca ha commentato lo stato dei boschi che circondano Altofonte.

Sono bruciati circa 600 ettari di bosco, ma ne sono stati interessati quasi 1000 – sottolinea il primo cittadino -. Nella zona di Altofonte gli alberi sono stati distrutti al 100%, in altre zone un po’ meno. Noi abbiamo potuto vedere un grave rischio per la nostra sorgente, in quanto il microclima che si trovava all’interno della Moarda è stato completamente modificato. Per noi, quindi, oltre il danno la beffa: perdere anche l’acqua sarebbe drammatico“.

“La Protezione Civile Regionale ha individuato due ditte che si stanno occupando della messa in sicurezza della Moardella e della zona di Valle Malva, dove insistono numerose abitazioni. Naturalmente l’incendio, oltre a bruciare gli alberi, ha lasciato nel nostro territorio altre tipologie di ferite profonde“.

Sono diversi infatti i tratti stradali interdetti al traffico a causa del pericolo di caduta massi. La tenuta dei costoni rocciosi che popolano la zona, a seguito delle alte temperature raggiunte durante il rogo, è stato messa a dura prova.

Relativamente all’inchiesta aperta subito dopo i fatti di agosto, il sindaco non perde la speranza di individuare i responsabili. “L’indagine è ancora aperta. Il comandante mi ha informato che stanno facendo tutte le indagini insieme ai vigili del fuoco. E’ davvero difficile pensare di individuare, dopo così tanto tempo, i colpevoli. Ma noi continuiamo a sperare. La prevenzione è importante, i volontari della Protezione Civile Locale erano lì in quei giorni nefasti. Ma purtroppo, di fronte ad una simile mano criminale, qualsiasi tipo di difesa è davvero difficile da individuare“.

L’INTERVISTA AL SINDACO DE LUCA

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