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Allerta meteo, onde alte dieci metri a Taormina: stabilimenti balneari a rischio | GLI AGGIORNAMENTI

Prosegue il lavoro dei vigili del fuoco a seguito dell’eccezionale ondata di maltempo registrata nel Sud Italia. In Sicilia sono segnalati 380 interventi, in Sardegna 170, in Calabria 90.

Gli aggiornamenti dal Messinese

Per quanto riguarda la nostra regione, attenzione alta in particolare sul versante orientale. Sulla costa di Taormina si registrano onde alte anche decine di metri, che colpiscono Isolabella e la baia di Mazzarò. A Giardini Naxos i marosi stanno colpendo il lungomare e in particolare l’area del molo Saia. Dalla notte scorsa la polizia locale e la Protezione civile stanno monitorando la strada e stamattina hanno chiuso al traffico la via che conduce al molo di Schisò e tratti della via Tisandros.

Nella frazione di Mazzeo sono state portate via dal mare le “barriere” di sabbia che erano state messe a protezione degli stabilimenti balneari che sono ora a rischio di gravi danni. Crollato inoltre, a seguito del mare in tempesta, il muro di sostegno della piazza Salvo D’acquisto. Il sindaco Cateno De Luca sta valutando la possibilità di evacuare il borgo marinaro.

Sempre nel Messinese, si segnala l’apertura di una voragine nel manto stradale sul lungomare in zona Barracca. Un’auto con a bordo un’anziano è finita nell’enorme fosso: l’uomo, con diverse ferite agli arti inferiori, è stato trasferito all’ospedale di Taormina.

A causa delle avverse condizioni meteo si registra anche l’esondazione del fiume Agrò: disposta la chiusura temporanea della strada statale 114 “Orientale Sicula” nel territorio di Sant’Alessio Siculo. Saltati i collegamenti con le Isole Eolie.

Linee telefoniche in tilt a Enna

La Protezione civile regionale nelle scorse ore ha sollecitato i sindaci affinché firmassero ordinanze di evacuazione in diverse zone. A Pachino il sindaco Giuseppe Gambuzza ha disposto in via precauzionale lo sgombero totale del borgo di Marzamemi proprio a seguito del timore delle mareggiate. L’ultimo aggiornamento riferiva di oltre 70 interventi effettuati dai vigili del fuoco nel Siracusano, in particolare tra Siracusa, Augusta e Priolo Gargallo. Le forti raffiche di vento nella notte hanno abbattuto alberi e pali e divelto cavi elettrici con interruzione dell’energia elettrica in alcune zone.

A causa del maltempo le linee telefoniche fisse a Enna sono in tilt. A Trapani nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti dai vigili del fuoco circa 100 interventi prevalentemente tagli di tronchi, rimozione di lamiere e cartelli pubblicitari caduti e caduta di cornicioni.

La situazione nel Nisseno

Forti venti ma senza danni particolari a Gela (Caltanissetta) e nei comuni vicini, della zona sud della provincia nissena. Le conseguenze del passaggio dell’ondata di maltempo non hanno causato, fino a ora, troppi disagi. Ieri sera, un cartellone pubblicitario, a Gela, è finito contro un’auto in sosta. In nottata, sono stati messi in sicurezza alcuni alberi pericolanti. Il Centro operativo comunale è attivo, coordinato dal sindaco Terenziano Di Stefano. I vigili del fuoco sono impegnati in tutti i comuni della zona sud della provincia di Caltanissetta e si monitora l’intera area di costa. Nella zona ragusana, diversi pali della segnaletica e alberi sono stati trascinati via dal vento, anche contro auto in sosta. È accaduto pure a Ragusa. Anche qui si continua a monitorare la zona di costa. Venti intensi e mareggiate lungo il versante della zona della provincia di Agrigento.

Peschereccio affondato nel porto di Catania

Un peschereccio è affondato ieri nel porto di Catania per il maltempo. Lo rende noto la Federazione armatori siciliani, riportando una dichiarazione del proprietario, un giovane pescatore, figlio e fratello di una famiglia che da generazioni vive di mare: “Quella barca non era soltanto un mezzo di lavoro, era il nostro punto di sostegno, la nostra sopravvivenza”.

“Da mesi, anzi, da anni – afferma in una nota Fabio Micalizi, presidente della Federazione armatori siciliani – segnaliamo criticità strutturali, condizioni di insicurezza, fondali e banchine non adeguatamente manutenuti, con rischi evidenti per uomini e mezzi. Segnalazioni protocollate, note formali, richiami istituzionali. Eppure, si continua a intervenire soltanto dopo i disastri”.

La Federazione armatori siciliani annuncia che “si riserva di scrivere al prefetto e di avanzare formale richiesta di risarcimento dei danni subiti dall’armatore e dalla sua famiglia”. “Chi pagherà ora i danni? Chi – si legge ancora nella nota – risponderà di una barca affondata dentro un porto, luogo che dovrebbe essere per definizione rifugio sicuro e non teatro di incidenti annunciati? Non è più tempo di attese. L’affondamento di un peschereccio non è una fatalità”.

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Redazione PL