Salute e Famiglia

Aifa: «Se avessimo solo AstraZeneca e Johnson&Johnson li daremmo a tutti»

Vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson. Su alcune immunizzazioni da mesi si procede a suon di «è consigliabile», «è più opportuno», «non è vietato ma è poco indicato». Non ci sono molte certezze, anzi, più si va avanti, e sempre più si nota una certa improvvisazione e dichiarazioni contraddittorie. Dovrebbe essere l’Aifa, l’ente regolatorio italiano, a dare qualche punto fermo, indicazioni precise. Invece anche qui manca chiarezza, e spesso si è in balìa delle interpretazioni di giornata. Ecco, per esempio, ecco cosa ha dichiarato ieri alla Stampa Nicola Magrini, il direttore generale dell’agenzia del farmaco: «È meglio per il momento somministrare i vaccini Johnson&Johnson e Astrazeneca agli anziani, sapendo però che se necessario potremmo anche usarli per tutti. Se avessimo solo questi due vaccini a disposizione li daremmo senza esitazioni a tutti, perché i benefici superano di gran lunga i rischi».

UN PO’ DI CONFUSIONE

A tutti, senza esitazioni, ha detto Magrini. Quindi si riferisce anche alle donne e a chi ha meno di 60 anni? Questa affermazione dopo che l’Aifa ha parlato di una maggiore possibilità di trombosi come effetto collaterale proprio in queste due categorie? Da questo si capisce che se scarseggiano i vaccini, al diavolo le trombosi. Quelli disponibili li daranno a tutti. Di fatto, ciò che ha detto il direttore dell’Agenzia è grave, perché smentisce le stesse raccomandazioni fatte da lui stesso non molto tempo fa. In un comunicato congiuntoche lui stesso ha redatto col presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli e il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, è stato ufficializzato che Johnson&Johnson «in Italia dovrà essere preferenzialmente somministrato a persone di età superiore ai 60 anni». Così come AstraZeneca.

SPUTNIK, MODERNA E PFIZER

Magrini, il direttore generale Aifa nella sua intervista ha anche fatto sapere che Sputnik potrebbe essere valutato dall’Ema a inizio giugno, e che, inoltre, non risultano effetti collaterali gravi con Moderna e Pfizer. Quanto a quest’ultimo, il quotidiano catalano La Vanguardia ha rivelato, documenti alla mano, che l’Ue ha pagato recentemente ogni fiala del vaccino americano 15 euro e 50 centesimi. Il prezzo per la seconda fornitura scende a 13,50. Il contratto riguarda l’acquisto di 200 milioni di dosi con possibilità di altre 100. Le prime fiale sono state pagate 17 euro e 50. In Israele per questo vaccino la media è stata superiore ai 25 euro, e negli Usa ai 20. Questo potrebbe spiegare perché l’Ue talvolta sia rimasta a secco. Altro dettaglio: il contratto solleva Pfizer da ogni responsabilità per danni causati a terzi.

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Pippo Maniscalco